Sabato, 24 Luglio 2021
Omicidi

Isabella Noventa, al via il processo per i fratelli Sorgato e Manuela Cacco

Sono tutti accusati dell'omicidio premeditato della segretaria scomparsa da Albinasego. Il trio rischia l'ergastolo

I tre imputati

PADOVA - Inizierà martedì 9 maggio 2017 il processo per la scomparsa di Isabella Noventa, la segretaria 55enne di Albignasego per il cui presunto omicidio si trovano in carcere i fratelli Freddy e Debora Sorgato e la tabaccaia veneziana Manuela Cacco.

A 16 mesi, il giallo non è ancora stato completamente dipanato, anzi. Il cadavere della donna, nonostante estenuanti ricerche, non è stato ritrovato. Tanto meno il movente pare chiaro, in una storia in cui complessi rapporti sentimentali, parentali e personali si fondono con trascorsi ed interessi economici non sempre limpidi.

LA SCOMPARSA

Nella notte tra il 15 e il 16 gennaio 2016, scompare Isabella. Poche ore prima, la donna è stata a cena con Freddy Sorgato, uomo con cui da anni vive una relazione turbolenta. Lui l'avrebbe poi accompagnata in centro a Padova: le telecamere pubbliche la riprendono mentre si muove per le vie della città. Poi, più nulla: si pensa ad un allontanamento volontario. 

LA MESSINSCENA

Nei giorni seguenti, si scopre che la donna ripresa dagli occhi elettronici non è affatto Isabella, ma Manuela Cacco, tabaccaia veneziana amante di Freddy e rivale in amore della 55enne. La messinscena travestita da Isabella fa parte di un piano messo a punto da Freddy, sua sorella Debora e la tabaccaia. Quella notte, infatti, con tutta probabilità la segretaria di Albignasego è stata uccisa.

TRAGEDIA NELLA TRAGEDIA

Il suo corpo non viene ritrovato (tragedia nella tragedia, durante le interminabili ricerche del cadavere nel fiume Brenta, perde la vita il sub Rosario Sanarico) e le possibilità che accada si riducono allo zero.

GLI ARRESTI

 A febbraio 2016, Freddy, Debora e Manuela vengono arrestati. L'uomo afferma di avere ucciso Isabella per sbaglio durante un gioco erotico estremo finito in tragedia, ma gli inquirenti non gli credono.

LE RIVELAZIONI DELLA TABACCAIA

Manuela punta il dito contro Debora e Freddy e accusa lei di avere ammazzato la donna a colpi di mazzetta; rivela, inoltre, di essersi sottoposta alla messinscena solo per paura, dopo avere saputo che i due fratelli avevano appena ucciso Isabella. Anche a lei gli inquirenti non credono: Manuela potrebbe non essere stata materialmente l'esecutrice dell'assassinio, ma, secondo il pm Giorgio Falcone, anche lei era a conoscenza del piano omicida, come tutti gli altri.

L'ALIBI DI DEBORA

A sua volta, Debora Sorgato invia una lettera agli inquirenti, spiegando la propria versione dei fatti: la notte dell'omicidio di Isabella Noventa si sarebbe recata a piedi, in mezzo ai campi in piena notte, prima dalla villa del fratello, dove aveva lasciato l'auto, fino a casa sua e poi di nuovo da casa sua a quella di Freddy, dopo avere dormito un paio d'ore. Versione ritenuta "poco credibile" dagli inquirenti.

LA MALA DEL BRENTA

Ci sarebbe, invece, l'ombra della Mala del Brenta dietro il delitto della segretaria di Albignasego, secondo Piero Gasparini, 54 anni, imprenditore nel settore delle ristrutturazioni, ex marito di Isabella, separatosi dalla donna nel 2010, dopo un legame durato 20 anni. 

IL PROCESSO

A gennaio 2017, il pubblico ministero Giorgio Falcone firma la richiesta di rinvio a giudizio per i fratelli Debora e Freddy Sorgato e per la tabaccaia veneziana, che, alla fine, durante l'udienza preliminare davanti al gup del Tribunale di Padova Tecla Cesaro, chiedono il rito abbreviato. Ciò avrà due conseguenze: in primis per nessuno degli imputati ci sarà un dibattimento in aula. Il giudice si baserà solo sulle carte presentate dalla Procura e quelle dei legali difensori. Tempi ben più celeri dunque per arrivare a una sentenza. Quest'ultima sarà diminuita di un terzo, almeno per quanto riguarda la soppressione di cadavere. Permane, invece, il rischio ergastolo, qualora venisse accertata, nei confronti degli imputati, l'accusa di omicidio premeditato. 

LE ACCUSE

I tre dovranno rispondere, quindi, di omicidio premeditato e soppressione di cadavere. Manuela è indagata anche per stalking (proprio nei confronti di Isabella finché fu in vita) e simulazione di reato (per avere denunciato il furto - mai avvenuto - del telefono cellulare usato per perseguitare la 55enne).

FREDDY E DEBORA SCELGONO DI NON PARLARE

Il processo in rito abbreviato inizia martedì mattina, ma Freddy Sorgato e la sorella Debora hanno deciso di non parlare. I fratelli non hanno voluto farsi interrogare dal sostituto procuratore Giorgio Falcone, titolare delle indagini: così facendo, rimangono agli atti le poche dichiarazioni espresse in merito alla vicenda.La Cacco resta, quindi, l'unica ad aver raccontato la propria versione dei fatti al pm.

VILLA E RISARCIMENTO

Nei giorni scorsi un nuovo sopralluogo nella villa di Freddy, presunto teatro dell'uccisione di Isabella Noventa, ha verificato lo stato dell'abitazione al fine del risarcimento danni. 

SOLDI, PISTOLE E MARESCIALLO

Collaterali all'inchiesta sul caso Noventa, ci sono le indagini sulle pistole e sui 124mila euro rinvenuti a casa del maresciallo dei carabinieri Giuseppe Verde ex compagno di Debora e quelle che riguardano proprio quest'ultimo, che per Debora avrebbe violato il database delle forze di polizia. In gennaio, il tribunale militare di Verona lo ha condannato ad otto mesi di reclusione militare per "ritenzione di oggetti di armamento militare aggravata".

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