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Sabato, 4 Febbraio 2023
Cronaca

Navi fantasma dell'Isis nel Mediterraneo: "Contrabbandano armi e migranti"

Se il business dei migranti è diventato un mercato da milioni di dollari l’anno ben più inquietante è la scoperta che centinaia di navi cargo sempre più spesso si avvicinino alle coste del terrore per poi spegnere il segnalatore GPS: "3000 navi smarrite"

Navi cargo che disabilitano i sistemi di monitoraggio prima di entrare in acque europee: succede quasi sempre in aeree del Mediterraneo vicino alle coste del terrore in Nord Africa vicino a Libia e Tunisia così come davanti alla Siria. Così riescono ad eludere i controlli del sistema europeo che vede decine di unità militari pattugliare il mare impegnate nella crisi dei migranti.

Per gli esperti il rischio che dietro vi sia una crisi ben più pericolosa tanto da mettere in allarme l'Europol che in un documento rivela come il business dei migranti è diventato un mercato proficuo, da milioni di dollari l’anno. A seguito di un’investigazione, sono oltre 5.000 i gruppi che organizzano spedizioni verso l’Europa, con prezzi inaccessibili. I trafficanti di migranti provengono da oltre 122 paesi e facilitano il viaggio dei migranti irregolari verso l’Europa. Nell’ultimo periodo il traffico di migranti è aumentato a tal punto da poter essere equiparato a quello delle droghe in Europa.

Le navi, partono dai “punti caldi” delle zone di guerra e potrebbero trasportare armi e persone: solamente nell’ultimo anno sono “scomparsi” 2850 barconi. La pratica, scoperta dopo un’inchiesta del “Times”, ha sollevato timori sulla carenza di risorse in fatto di sicurezza marina.

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“C’è sempre il rischio che qualcuno riesca a passare e ai terroristi basta un tentativo". I dati compilati dagli analisti mostrano come 40 navi siano entrate nel solo mese di gennaio e febbraio, nelle acque europee provenendo da porti della Libia dove era operativa Isis, per poi scomparire. 

Il vice-ammiraglio John McAnally, presidente della Royal Naval Association, ha manifestato dubbi sulla reale capacità di garantire la sicurezza marittima. Il Foreign Office di Londa ha espresso una posizione ferma sul funzionamento di Sophia, la missione navale che ha il compito di catturare trafficanti di esseri umani e distruggere le loro navi. Boris Johnson ha detto che l'azione militare deve spingersi più vicino possibile alle coste del terrore.

Non è nuovo neppure il potenziale rischio di terrorismo sulle navi da crociera. La diffusione dello Stato Islamico lungo la costa del Nord Africa ha gettato un ombra scomoda sul commercio marittimo.

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