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Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca

"L'Isis manovra i flussi dei migranti dalla Libia verso le coste italiane"

Lo rivela in Parlamento il ministro della Giustizia Andrea Orlando, in accordo con il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti. Si indaga sulla capacità di indirizzare i profughi verso l'Italia, mentre resta alta l'allerta sul pericolo dei foreign fighters "di ritorno"

Manca la "pistola fumante", ma il sospetto c'è ed è terribile: a dirigere il traffico degli scafisti verso le coste italiane vi sarebbero "soggetti vicini all'Isis", che controllano sia pur indirettamente i flussi dell'immigrazione clandestina. L'ammissione è arrivata dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando, in Parlamento per un'audizione al Comitato Schengen.

"Dalle informazioni disponibili - ha detto Orlando - risulta in corso una serrata verifica investigativa sull’ipotesi che fiduciari dell’Isis svolgano ruoli cruciali di controllo e di indirizzo nella gestione dei flussi migratori verso l’Italia". Dietro gli scafisti, quindi, ci sarebbero gli estremisti islamici.  Le parole del Guardasigilli sono state concordate con il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, ricorda La Stampa, che poi spiega: "Allo stato ancora non si hanno certezze che gli islamisti siano in grado di controllare l’intera filiera dei migranti, tantomeno le destinazioni in Italia o in Europa", ma "quello che emerge tuttavia è che avrebbero un ruolo nella fase delle partenze", circostanza che "non esclude, se si dimostrasse che sono in grado di indirizzare un flusso verso la Grecia o verso l’Italia, che avrebbero comunque un ruolo inquietante".

Migranti © Infophoto

Il ministro della Giustizia non ha voluto - né potuto - dire di più, per via del segreto investigativo che grava sulle indagini in merito. Dall'aprile 2015, ricorda la Stampa, la Direzione Nazionale Antimafia coordina anche le indagini antiterrorismo. Una scelta di coordinamento che ha permesso agli uomini della Superprocura di "scoprire quello che alcune singole procure siciliane non sapevano, e cioè che alcuni nomi ricorrevano in più inchieste", collegati ai "traffici degli scafisti e anche al terrorismo internazionale". Queste scoperte hanno riacceso i riflettori sull'incubo dei foreign fighters "di ritorno", magari miliziani sconfitti in Libia che posso con facilità mascherarsi da profughi. "Gli sbarchi di scafi in partenza dall’Egitto sono aumentati del 104% dall’inizio dell’anno", fa sapere chi segue le dinamiche dell'immigrazione clandestina. 

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