Martedì, 9 Marzo 2021

Jamal Badani: chi è il ladro ucciso dal carabiniere per salvare il collega

Di origini siriane, in Italia almeno dal 2007 (anno del suo primo precedente penale), il suo permesso di soggiorno è scaduto. Ha colpito un militare sotto l'ascella con un cacciavite

L'arresto di Jamal Badani

Jamal Badani, 56 anni e di origini siriane, in Italia almeno dal 2007 (anno del suo primo precedente penale), è l'uomo ucciso ieri da un carabiniere dopo aver colpito con un cacciavite sotto l'ascella un collega. I carabinieri li ha chiamati il guardiano che di notte fa il turno al civico 145 di via Paolo di Dono all'Eur: aveva sentito delle voci — «parlavano italiano» — e visto la luce di una torcia che saettava nel buio del cortile del palazzo adiacente, una specie di giardino con molte siepi e un ulivo ricoperto di edera. 

Jamal Badani: chi è il ladro ucciso dal carabiniere per salvare il collega

Spiega oggi Repubblica che Jamal Badani aveva tentato di entrare in uno degli uffici di via Paolo Di Dono 149 passando dalla rampa sul retro dell’edificio. Gli investigatori ipotizzano che quando è stato sentito dal portiere stesse parlando con il “palo”, che poi, mentre si trovava negli uffici dopo aver forzato la porta automatica scorrevole di ingresso all’edificio, lo avrebbe avvertito dell’arrivo dei carabinieri.

Cercando di fuggire Badani ne ha aggredito e ferito uno, di 31 anni, e l’altro, di 38 anni, gli ha sparato, proprio di fronte al cancello e sotto l’ulivo ricoperto di edera. In tasca aveva un permesso di soggiorno scaduto nel 2010. Aveva anche dei precedenti penali per rapina e lesioni, del 2007, e per evasione, probabilmente dai domiciliari, risalente al 2012. Aveva fatto una domanda di richiesta asilo, rigettata. L’ultimo indirizzo conosciuto è di Ostia, all’Idroscalo, dove però non risiedeva più da tempo. Anche la sua compagna, di origine svizzera, e il figlio di 20 anni non abitano più lì: i carabinieri ipotizzano fosse senza fissa dimora.

Il militare ferito, un 31enne, è stato soccorso e trasportato dal 118 all'ospedale Sant'Eugenio dov'è stato ricoverato. Non è in pericolo di vita. Da chiarire se il siriano fosse nel palazzo con altre persone. Sono in corso indagini per rintracciare un possibile complice che, approfittando del parapiglia, sarebbe riuscito a scappare. Nell'edificio sono stati effettuati a lungo i rilievi per ricostruire con esattezza quello che è accaduto. Gli investigatori avrebbero rilevato segni di effrazione su una porta al primo piano dello stabile che ospita diversi uffici. Probabilmente la vittima si era introdotta con l'intenzione di mettere a segno un furto ma è stata disturbata dall'arrivo dei carabinieri.

Intanto la Procura di Roma è in attesa di una prima informativa dei carabinieri in merito all'accaduto. Al momento a piazzale Clodio non è stata avviata una indagine: i magistrati attendono di leggere le carte prima di aprire formalmente un procedimento e procedere ad eventuali iscrizioni nel registro degli indagati. E sulla vicenda è intervenuto il Sindacato italiano militari SIM Carabinieri. "Dispiaciuti per il tragico epilogo del tentativo di furto avvenuto all'alba di oggi a Roma - ha sottolineato il segretario generale nazionale Antonio Serpi - Restiamo in attesa di conoscere meglio le dinamiche di questo triste evento e dei cosiddetti 'atti dovuti', ma vogliamo lanciare un monito fin da ora : 'giù le mani dai Carabinieri' che anche oggi hanno affrontato impavidi i soliti professionisti del crimine mettendo a rischio le loro vite per la comunità. Il SIM Carabinieri - ha aggiunto - vigilerà costantemente sulla vicenda e metterà a disposizione, se richiesto, il proprio team di legali". 

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