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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Il caso / Milano

Kabobo dovrà scontare meno di 23 anni: condanna ridotta per il "killer col piccone"

Il ghanese, oggi quarantenne, all'alba dell'11 maggio 2013 seminò il terrore nel quartiere Niguarda di Milano

Adam Kabobo, l'uomo di origini ghanesi che l'11 maggio 2013 uccise tre persone in strada a colpi di piccone nel quartiere milanese di Niguarda, è stato condannato dalla Cassazione a 22 anni e 8 mesi di reclusione. In precedenza ne avrebbe dovuti scontare 28, poi 24, ma i giudici del terzo grado gli hanno ricalcolato e ridotto la condanna. L'uomo si trova recluso nel carcere di Opera.

Kabobo, quel giorno di maggio di quasi nove anni fa, ferì due uomini e ne uccise tre, finché non fu fermato dai carabinieri, tra le vie Adriatico e Monterotondo e piazza Belloveso. Condannato a vent'anni di reclusione per i tre assassinii con rito abbreviato e un riconosciuto vizio parziale di mente (soprattutto per la capacità d'intendere, non totalmente assente, mentre la capacità di volere è stata ritenuta intatta), ha poi subìto un'altra condanna (a otto anni) per i due ferimenti. Successivamente il magistrato ha calcolato il cumulo di pena, considerando la "continuazione" tra i due reati e, dunque, le due condanne.

Gli avvocati di Adam Kabobo hanno però via via contestato proprio questi calcoli, impugnandoli in Cassazione due volte. Senza entrare nella trafila dei tecnicismi giuridici sul metodo di calcolo dei reati "continuati", cioè in connessione tra loro, si arriva ai ventidue anni e otto mesi stabiliti ora dalla Cassazione, l'ultima "limatura" rispetto ai precedenti ventiquattro anni stabiliti nel 2020.
 

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