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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Cronaca

Kabobo non era "matto": ora rischia trent'anni di carcere

Il ghanese che nel luglio scorso uccise a picconate tre persone "è capace di intendere e di volere". La decisione dei periti apre ora le porte al processo

MILANO - Il ghanese Mada Kabobo che nel luglio scorso uccise a picconate tre personecapace di intendere anche se in misura scemata" e la capacità di volere "era scemata ma non del tutto assente". Lo hanno stabilito i periti per i quali il ghanese può partecipare "coscientemente" al processo.

Secondo i periti la pericolosità sociale psichiatrica era presente formalmente. Stando a quello che scrivono i periti Kabobo rischia il processo con un rito che probabilmente sarà abbreviato con lo sconto di un terzo della pena che potrebbe essere di trent'anni di reclusione.

Nei colloqui con i periti, Kabobo se l'è presa con "l'indifferenze delle persone incontrate per strada" a Milano: "Cercavo di chiedere delle informazioni alle persone che incontravo ma nessuno mi dava retta. Anche le persone di colore mi scansavano". 

VIDEO - LA FURIA OMICIDA

Quanto alla sua vita, ecco la descrizione che ne ha dato: "Non conoscevo la città, quindi dovunque mi trovavo stavo lì a chiedere l'elemosina, giravo e dove mi capitava dormivo... quando mi trovavo in un posto lì c'erano dei cassonetti e frugavo dentro e se trovavo qualcosa me la mettevo addosso... mangiavo pane, chiedevo l'elemosina. Quindi quando mi davano i soldi entravo in negozio e prendevo". 

Proprio alla luce di quest rabbia, "è ragionevole ipotizzare che sia significativamente probabile che il soggetto, a causa della sua patologia, possa commettere nuovi reati". Anche omicidi. E' quanto scrivono Ambrogio Pennati e Isabella Merzagora nella perizia psichiatrica su Mada Kabobo: "Nel caso specifico - precisano - la pericolosità sociale è presente ed appare corretto considerarla elevata". 

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