Domenica, 21 Luglio 2024
Possibile svolta / Firenze

Kata, arrestato lo zio della bimba scomparsa: perquisita la casa dei genitori

Quattro persone, tra cui lo zio della bambina svanita nel nulla lo scorso 10 giugno, sono finite in manette perché coinvolte nel racket degli affitti all'interno dell'ex hotel Astor di Firenze. Perquisite 10 abitazioni, tra cui anche quella dei genitori della piccola, che però non risultano indagati

Nuove perquisizioni e primi arresti. Potrebbe essere arrivata una prima svolta nelle indagini sul caso di Mia Kataleya Chicclo Alvarez, detta Kata, la bimba di 5 anni scomparsa lo scorso 10 giugno dall'ex hotel Astor, di Firenze. Nella mattina di oggi, sabato 5 agosto sono scattati gli arresti per quattro persone, tra cui lo zio materno della bambina. I reati contestati sono estorsione, tentata estorsione e rapina, commessi tra il novembre del 2022 e lo scorso maggio, nonché di tentato omicidio e lesioni gravi commesse il 28 maggio, quando secondo quanto ricostruito all'Astor vi fu un raid punitivo nei confronti di alcuni occupanti.

Racket degli affitti: arrestato lo zio di Kata

Secondo il gip del tribunale di Firenze, che ha firmato le quattro ordinanze di custodia cautelare, i quattro peruviani indagati avrebbero attuato un primo pestaggio con mazza da baseball, minacciando di morte una coppia di connazionali ove non avessero lasciato la stanza. Dopo essersi allontanati per qualche istante, gli aggressori avrebbero proseguito le violenze nei confronti di altri occupanti di una stanza vicina per far ritorno incappucciati nella stanza della coppia dirigendosi minacciosamente verso la vittima designata, che per timore di essere uccisa si appendeva con la mani al davanzale della finestra e si faceva cadere al suolo.

Reati compiuti, secondo quanto emerso, nel quadro di un'illegittima attività di compravendita del diritto di occupare le stanze della struttura alberghiera, con la riscossione dalle persone che volevano entrare di somme dai 600 ai 700 euro, anche con il ricorso alle minacce. I quattro indagati, il 28 maggio scorso, nell'esecuzione di un raid punitivo nei confronti di più occupanti dell'hotel Astor, hanno attuato un primo pestaggio con una mazza da baseball minacciando di morte una coppia di connazionali se non avessero lasciato la stanza. Dopo essersi allontanati per qualche istante, gli aggressori avevano proseguito le violenze nei confronti di altri occupanti in una stanza vicina per fare ritorno incappucciati nella stanza della coppia diretti verso la vittima designata che, per timore di essere uccisa, si era appesa con le mani al davanzale della finestra cadendo poi al suolo. A eseguire le misure sono stati cinquanta agenti della Squadra Mobile della Questura di Firenze

Perquisita anche la casa dei genitori

Il 17 e il 18 giugno scorso era già stato eseguito il decreto di sequestro preventivo, emesso dal giudice delle indagini preliminari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, dell'ex Hotel Astor: iniziative giudiziarie che si collocano nel percorso investigativo per individuare gli autori del sequestro di Kata. E sempre nell'ambito delle indagini della Dda fiorentina sono stati eseguiti dieci decreti di perquisizione da parte degli appartenenti al Nucleo Investigativo dei Carabinieri del Comando Provinciale di Firenze, nei confronti di più familiari della bimba rapita e di altre persone, in qualità di terzi non indagati, di interesse per le indagini in corso per il sequestro di persona a scopo di estorsione. Fatto quest'ultimo che vede, come sottolinea il procuratore aggiunto di Firenze Luca Tescaroli in una nota, il continuo impegno investigativo dal 10 giugno di più pubblici ministeri della Dda e di oltre cinquanta militari dell'Arma dei Carabinieri, tra Nucleo Investigativo, Ros di Roma e della sezione anticrimine di Firenze.

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