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Giovedì, 20 Giugno 2024
Fotogrammi inquietanti / Firenze

A un anno dalla scomparsa spunta un nuovo video di Kata: "Alle sue spalle due uomini"

Nuove immagini sarebbero spuntate dal sistema di videosorveglianza svelando la presenza di due uomini che seguono la bimba lungo un corridoio. Pochi minuti dopo una donna sale le scale con in braccio "un fagotto"

Ad un anno esatto dalla scomparsa della piccola Mia Kataleya Alvarez, la bimba peruviana sparita nel nulla dall'ex hotel Astor di Firenze, ci sarebbe un nuovo video a far emergere "nuovi inquietanti dettagli" agli ultimi istanti della bambina. La notizia è riportata dal quotidiano locale La Nazione, che riferisce la testimonianza di Stefania Sartorini, criminologa che coadiuva le indagini della famiglia di Kata, parallele a quelle della procura, che non si sono mai fermate. 

Sulle indagini ha fatto il punto pochi giorni fa il procuratore Filippo Spiezia, che lo scorso 7 giugno ha indetto una conferenza stampa spiegando che la scomparsa di Kata è "frutto dell'attuazione di un piano che è stato ben organizzato nei dettagli. Non un'attività estemporanea". Sono 4 le piste battute dagli inquirenti: traffico di droga, racket delle stanze nell'hotel occupato, scambio di persona, possibili abusi a sfondo sessuale.

Cosa appare nel video

Il nuovo video, riporta La Nazione, sarebbe stato scoperto dalla criminologa Sartorini visionando le immagini delle videocamere di sorveglianza insieme alla madre della bimba, Katherine Alvarez.

"Alle 15:15 del 10 giugno Kata sale la rampa delle scale che l'avrebbe portata al secondo piano, poi si ferma e riscende. Il famoso video girato dalla videocamere della gioielleria non mostra il punto vista da via Maragliano", spiega la criminologa. 

Si tratta delle stesse telecamere che poco prima riprendono Kata uscire fuori insieme ad altri bambini per poi rientrare dal cancello principale dello stabile. "Da quella prospettiva si vede Kata scendere fino al piano terra ed entrare poi nel corridoio dell'hotel che porta al cortile sul retro. Quello che fa rabbrividire, però, sono i due uomini che pochi secondo dopo il ripensamento di Kata, scendono dal secondo e seguono la bambina all'interno. Poi più il nulla, la piccola non si vedrà più".

I due unici indagati - gli zii di Kata, quello materno, Abel Argenis Vasquez, e quello paterno Marlon Chicclo - hanno dichiarato agli inquirenti che non avevanp più prestato attenzione al cortile sul retro e quindi non sanno se la bambina si mai arrivata in quello spiazzo.

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"Cosa accade in quel corridoio non lo sappiamo - aggiunge Sartorini -, su quel piano ci sono molte stanze". In quei frangenti, qualche piano più in alto. due ragazzi di origine romena avrebbero bussato alla porta dello zio materno di Kata, parlandogli in modo circospetto nei pressi del portone, tenendolo quindi lontano dalle finestre che davano sul cortile. Proprio dove in quel momento giocava la figlia di Isabel, un'ex occupante, bambina amica di Kata nonché piuttosto simile a lei a livello di fisionomia.

Isabel, l'ex occupante dell'Astor, è stata risentita proprio pochi giorni fa dal procuratore Spiezia. Nel cordo degli interrogatori la donna avrebbe "confessato che il compagno, romeno, con cui stava la minacciava che se l'avesse lasciato, cosa che è poi successa, gli avrebbe fatto sparire la figlia", riferisce la Sartorini.

 La pista dello scambio di persona resta aperta. Nelle immagini di cui parla la criminologa, si vedrebbe inoltre "un gruppetto di tre-quattro persone, peruviani e romeni, che assistono alla salita/discesa di Kata da in fondo alla chiocciola di scale che affaccia su via Luigi Boccherini". Ciò che appare qualche minuto dopo, "alle 15:37, è una donna romena", dirimpettaia dello zio Abel. La donna risale "le solite scale con in braccio un fagotto di lenzuoli tutto arrotolato e di grandi dimensioni". "Me l'hanno soffocata, eccola lì la mia piccola", avrebbe esclamato la madre di Kata, secondo quanto raccontato dalla criminologa, alla visione di quel fotogramma.

Katherine Alvarez è tornata dai carabinieri per rivedere quei frame, per convincersi che non può essere andata così. "È una versione poco plausibile, ma la pista romena, e quindi dello scambio di bambina, a mio avviso è quella che merita più attenzioni", conclude a La Nazione la criminologa.

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