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Lunedì, 4 Marzo 2024
Il caso / Varese

Kimberly Bonvissuto scomparsa: "È viva e sta bene, la famiglia è stata informata"

La ragazza di 20 anni non dà sue notizie da lunedì 20 novembre. La aspettavano a casa, a Busto Arsizio (Varese), ma non è mai rientrata. Gli inquirenti pensano che possa trattarsi di un allontanamento volontario "non causato da intimidazioni o minacce". Gli ultimi sviluppi

Kimberly Bonvissuto non è tornata a casa, ma "è in buone condizioni di salute" e il suo è un allontanamento volontario, secondo chi indaga. È passata una settimana, tra l'angoscia del tempo che scorre e la speranza di ricevere la notizia tanto attesa. Una notizia che ora sembra essere arrivata, anche se è doveroso rimanere ancora cauti: secondo gli inquirenti, la ventenne che non torna a casa sua a Busto Arsizio da lunedì 20 novembre, sta bene e si trova in Italia, stando a "quanto constatato, almeno sino a qualche giorno fa". Si sarebbe allontanata di sua volontà.

Ma andiamo con ordine. La aspettavano a casa, in via Cellini ai Frati, ma non è mai rientrata e non ha più dato notizie di sé. Quando è uscita di casa, quel pomeriggio, indossava una tuta grigia, scarpe da ginnastica nere e un giubbotto Colmar nero. Era uscita per incontrare la cugina ma, da quanto scoperto in un secondo momento, avrebbe avuto un appuntamento con un ragazzo, di cui però nessuno sa nulla. L'allarme è stato dato alle forze dell'ordine con una denuncia da parte dei familiari: tecnicamente si tratta di un allontanamento volontario, ma la polizia conferma che sono in corso le attività di ricerca della ragazza. Kimberly Bonvissuto è alta un metro e 55, ha i capelli rossi e porta (non sempre) gli occhiali. Perché non è più rincasata e il suo telefono risulta spento? Doveva incontrare qualcuno quel giorno? Cosa può essere successo e dove potrebbe trovarsi?

Le ultime notizie su Kimberly Bonvissuto, scomparsa da Busto Arsizio

Il raggio delle ricerche si è esteso ben oltre i confini del popoloso comune in provincia di Varese. Tutte le ipotesi sono aperte, ma in queste ore gli inquirenti lavorano nella convinzione che quello della ragazza possa essere stato un allontanamento volontario e che Kimberly sia viva e stia bene: ci sarebbero elementi fondati a supporto di questa ipotesi sui quali, però, chi indaga mantiene il massimo riserbo. Il pubblico ministero della procura di Busto, che coordina le ricerche, ha aperto un fascicolo di indagine sulla scomparsa della ventenne: si tratta di un fascicolo contro ignoti per "fatti non costituenti reato".

"È in Italia e sta bene, la famiglia è stata informata"

Non ci sono quindi né capi di imputazione né indagati. Si tratta di un passaggio tecnico necessario per acquisire la denuncia di scomparsa ed effettuare tutti gli accertamenti tecnici per rintracciare la ragazza. "All'esito delle indagini finora svolte e sulla base degli elementi verificati, l'allontanamento di Kimberly è da ritenersi volontario e non causato da intimidazioni o minacce. Per quanto constatato, almeno sino a qualche giorno fa, la ragazza è in territorio italiano e in buone condizioni di salute. La famiglia è stata informata di questi attuali sviluppi", ha dichiarato in una nota il procuratore di Busto Arsizio, Carlo Nocerino.

Kimberly Bonvissuto scomparsa a Busto Arsizio

A Busto Arsizio, intanto, fino a ieri è stata passata al setaccio la zona attorno alla via dove vive la ragazza. Sono stati acquisiti anche i filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti in zona, pubbliche e private. Ma le ricerche si sarebbero spostate anche lontano dalla città. Sono stati fatti accertamenti sul cellulare della giovane, che risulta ancora spento. Attraverso l'analisi dei tabulati telefonici e il codice Imei (la sequenza di 15 cifre che identifica un dispositivo secondo la marca, il modello e il numero di serie), gli inquirenti hanno cercato indizi per rintracciarla, mappando i suoi movimenti attraverso le celle agganciate dal suo telefono.

La bugia alla mamma e l'appuntamento con un ragazzo

"Kimberly, torna. Qualsiasi cosa sia successa riusciremo a risolverla", hanno detto e ripetuto i suoi genitori Mariano e Graziana, originari di Gela, in provincia di Caltanissetta. Sono comprensibilmente preoccupati e anche nel weekend sono stati per alcune ore in questura, per le procedure necessarie e gli aggiornamenti sulle ricerche. La madre ha sentito Kimberly per l'ultima volta lunedì pomeriggio, 20 novembre: la ragazza ha detto a sua madre che avrebbe cenato fuori casa, con una sua cugina, e che sarebbe tornata a casa intorno alle 22. È uscita di casa alle 16.10. Una bugia innocente, una "copertura" forse per avere più libertà e non destare sospetti o preoccupazioni in famiglia, secondo quanto emerso finora, perché in realtà la ventenne quel pomeriggio avrebbe avuto un appuntamento con un ragazzo, non si sa chi.

L'appello della mamma di Kimberly Bonvissuto su Facebook-2

Kimberly e sua cugina si sarebbero sentite alle 21.30 di lunedì, per l'ultima volta. Poi, però, il telefono della ventenne non ha più dato segni di vita. La cugina è tornata a casa, ma Kimberly non è mai rientrata. Il suo cellulare suona a vuoto: risulta spento dalle 22 del 20 novembre, nonostante la ragazza fosse uscita con il caricabatterie con sé. Kimberly Bonvissuto non ha con sé i documenti, né carte di credito. Dalla sua camera non mancherebbero vestiti per un eventuale ricambio, forse perché nei suoi piani l'uscita sarebbe dovuta essere breve. Non ha un fidanzato da alcuni anni, stando a quanto risulta a sua madre Graziana, ed è attualmente in cerca di lavoro. Potrebbe aver incontrato qualcuno proprio per l'offerta di un impiego? Al momento è soltanto un'ipotesi, così come quella dell'allontamento volontario, la più probabile secondo la procura.

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