Domenica, 28 Febbraio 2021
LAMPEDUSA

Lampedusa: "Ipocrita piangere le vittime, è anche colpa nostra"

Troppi morti, troppe tragedie. Quando le polemiche si infuocano dopo che il Mediterraneo si conferma un cimitero, ecco intervenire le associazioni umanitarie. Bisogna cambiare le operazioni in mare, ma prima di tutto le politiche d'accoglienza

Troppi morti, troppe tragedie. Quando le polemiche si infuocano dopo che il Mediterraneo si conferma un cimitero, ecco intervenire le associazioni umanitarie, per evitare di perdere di vitail punto della situazione: le troppe vite umane perse. 

STOP A TRITON - Così diverse associazioni hanno lanciato un comunicato congiunto per chiedere l'immediato intervento rispetto a quanto successo in queste ultime giornate a Lampedusa. Un'idea le accomuna: Triton, l'operazione l'europea lanciata da Frontex per far fronte all'emergenza deve essere immediatamente bloccata e sostituita. "Non è focalizzata sulla ricerca e sul soccorso e ha anche risorse inferiori di Mare Nostrum. La priorità è quella del controllo e del pattugliamento, non quella del salvataggio delle vite. In questo senso è estremamente inadeguata- ci spiega il portavoce di Amnesty International Italia Riccardo Noury. 

VIDEO: A LAMPEDUSA LA POLIZIA IDENTIFICA I CADAVERI

Non solo: Mare Nostrum deve tornare con maggiori forze: "Tornare a Mare Nostrum è il minimo, poi bisognerebbe rafforzarlo con dei corridoi umanitari: creare delle facilities nei luoghi in cui si originano i flussi, anche organizzando i viaggi verso le nostre coste, in modo da sottrarli alla criminalità organizzata -  ci dice Raffaele K. Salinari, presidente di Terres des Hommes - Dopo tutti noi europei abbiamo contribuito a questa situazione: l'aiuto umanitario è doveroso ma ci vuole anche un'iniziativa politica che cambi le politiche d'accoglienza". 

MARE NOSTRUM PLUS -  L'idea di chi si occupa e preoccupa delle vittime è la stessa: tornare a Mare Nostrum. "I numeri smentiscono quella tesi (che suonava già non credibile all'epoca) che affermava che Triton avrebbe dissuaso le partenze e gli sbarchi. Nel gennaio 2015 c'è già stato il 60% in più di arrivi rispetto al 2014, quando era in vigore Mare Nostrum. I motivi per fuggire evidentemente non sono legati all'operazione in atto, ma a fatti di crisi umanitarie, come guerre e persecuzioni. Chi all'epoca pubblicamente affermava questo evidentemente si sbagliava" continua Noury. 

VIDEO: L'IMBARCO DEI FERETRI DELLE VITTIME

Non è solo un problema di operazioni ma è anche un problema politico: "C'è un vento di destra che tira su tutta l'Europa e intende la migrazione come un problema di ordine pubblico. Triton è ai minimi termini, effettua il recupero solo acque europee. C'è quindi una regola diversa da Mare Nostrum, il sui scopo era salvare le vite anche se si sconfinava nelle acque territoriali" spiega Salinari. 

COME FARE? - Intanto il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, stanca e snervata aveva già detto che si sarebbe finito per ricominciare a contare i morti. Per Noury una soluzione ci sarebbe: "L'equazione semplice: aumentano le persone che partono, con meno risorse in mare per il soccorso, ci saranno più morti. Bisogna convincere l'Unione europea ad aprire canali sicuri e legali d'ingresso, evitando di mettere a rischio la vita delle persone sui barconi. Nell'immediato bisogna rimettere in funzione un'operazione come Mare Nostrum, incentrata sul soccorso e sulla ricerca in mare ai massimi livelli".

Ma in realtà Mare Nostrum potrebbe essere rafforzato: "Mare Nostrum andava a prendere le persone dove andavano prese in tempo utile. Si potrebbe anche andare a prendere le persone più in là, se l'Europa collaborasse insieme ai paesi vicini, come Malta e Tunisia. Ci vuole un Mare Nostrum Plus, non certo un Triton. Si potrebbero creare delle facilities nei luoghi in cui si originano i flussi, anche organizzando i viaggi verso le nostre coste, in modo da sottrarli alla criminalità organizzata. Bisogna insomma cambiare le politiche europee dell'accoglienza. Dopo tutto noi europei abbiamo contribuito a questa situazione: l'aiuto umanitario è doveroso ma ci vuole anche un'iniziativa politica".

CHE CHIEDIAMO ALL'EUROPA - Per fare tutto questo però l'Italia non può lavorare da sola: "In quest'operazione era solo la guardia costeria italiana che impiegava i mezzi che aveva. Ci vogliono anche le forze europee visto che le responsabilità sono europee, di tutti gli stati membri. L'Europa continua a piangere questi morti ma è stata lei a porre tali condizioni. Tutto questo è un'operazione ipocrita" conclude Noury.

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