Domenica, 28 Febbraio 2021
Immigrazione / Agrigento

Lampedusa: il dolore attraverso le parole di chi aiuta i sopravvissuti

L'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) ha una base fissa sull'isola dal 2006. Da allora accoglie, aiuta e dà sostegno ai migranti: "Sarebbe giusto dare a Lampedusa il Nobel per la Pace"

Angelina Jolie in visita al centro Unhcr di Lampedusa

Un'intervista per raccontare la tragedia. Ma non attraverso le parole dei sopravvissuti, né con quelle dei soccorritori. Questa volta le parole sono quelle di coloro che aiutano i migranti quando riescono a raggiungere la riva. La rabbia, l'incredulità, il dolore, lo shock. Un botta e risposta con Federico Fossi dell'Unhcr, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati che dalla Seconda Guerra Mondiale si preoccupa di assistere i migranti fuggiti dalle proprie terre a causa dei conflitti.

Commentare una disgrazia simile non è mai facile, perchè spesso sono il dolore e la rabbia che prevalgono. Lei cosa ha provato?
Si tratta di un episodio terrificante, probabilmente uno dei più gravi che si ricordano negli ultimi anni. L'emozione iniziale è stato lo shock. Questo episodio, unito alle 13 vittime di lunedì vicino alle coste di Scicli, evidenziano che la situazione così non va assolutamente bene. Prima di questa tragedia la stima delle vittime in mare era decisamente inferiore rispetto agli anni precedenti, il che faceva pensare ad un lieve miglioramento, ma a quanto pare la situazione è sempre in allarme. Non si può più accettare che possano accadere cose di questo genere.

Chi sono i rifugiati?
Ecco, questa è una riflessione che occorre fare: chi sono queste persone? E' gente disperata, che rischia la vita salpando su barconi spesso insicuri, sovraccarichi; non ha alternativa, fuggono da paesi devastati dalla guerra e dalla fame. Per loro è come giocare l'ultima carta; non vogliono venire in Italia per cambiare vita, ma per sopravvivere. La maggioranza infatti proviene da Somalia, Libia ed Eritrea.

In che modo l'UNHCR interviene in loro soccorso?
Proprio a Lampedusa abbiamo una base fissa, nata dal progetto Praesidium nel 2006 con i partner Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e la Croce Rossa Italiana, finanziata dal Ministero dell'Interno italiano. Qui noi forniamo ogni tipo di assistenza ai rifugiati e diamo loro sostegno per quanto riguarda gli iter burocratici per chiedere asilo politico, perchè la maggior parte delle volte non hanno nemmeno idea di cosa debbano fare.

LAMPEDUSA, L'ITALIA PIANGE I MIGRANTI CHE NON HA AIUTATO

Si può o si deve incolpare qualcuno per questa emergenza nazionale? O è meglio lasciare perdere?
Se ne sono sentite talmente tante..è meglio lasciar perdere. Non si può puntare il dito contro una persona in particolare; sarebbe invece molto più costruttivo cercare delle soluzioni.

E voi quali soluzioni proponete?
Innanzitutto un maggior coinvolgimento dell'intera Unione Europea a livello globale, perchè l'Italia è coinvolta come frontiera esterna per entrare in Europa. E' una visione utopica, me ne rendo conto, ma il fondamento sarebbe quello di mitigare le situazioni di crisi e guerre in questi paesi. Bisognerebbe evitare le guerre a livello mondiale. Inoltre i paesi di transito dovrebbero garantire protezione ed assistenza sempre.

Che ne pensate della recente proposta di candidare Lampedusa al Nobel per la Pace?
La popolazione di Lampedusa è di certo da lodare per la solidarietà che ha sempre dimostrato verso i rifugiati. Encomiabile l'impegno nel soccorso e nell'accoglienza di questi 6 mila abitanti che, è successo, siano stati addirittura raddoppiati dal numero di immigrati. Potrebbe quindi essere a mio avviso una buona idea, e giusta.

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