Mercoledì, 2 Dicembre 2020
Banche

"Non pignorate la casa a una malata che vuole pagare"

L'appello di Laura, malata di cancro che - per la malattia - non riesce più a sostenere il mutuo: "Voglio pagare il mio debito con un importo equo ma l'unica risposta che ho ricevuto è l'atto di pignoramento"

Laura Bernoldi

ROMA - Sola, malata e, tra poco, senza una casa. Laura Bernoldi, quarant'anni, non ha quasi più nulla. Anzi, sì: ha ancora un mutuo da pagare. Quello stesso mutuo che non ammette deroghe, neanche di fronte a una malattia e alla perdita di buona parte dello stipendio. Neanche di fronte a una serie di tragedie che sembra senza fine. Quello stesso mutuo che, oggi, potrebbe costarle la casa. 

"Mi chiamo Laura e ho quaranta anni", racconta su Change.org in una petizione con la quale chiede all'amministratore di Fineco bank di non ignorare il suo disperato grido d'aiuto.  "Da quasi due sono malata di cancro al seno, malattia per la quale ho subito l'amputazione e sono in attesa della ricostruzione. Avendo ridotta attività lavorativa - spiega - anche il mio stipendio si è ridotto e tra rata del mutuo e bollette sopravvivo a malapena, sola con la mia gatta".

Un incubo arrivato oggi quasi al passo finale, ma cominciato sei anni fa. "Fino al 2008 stavo bene - ricorda Laura - quell'anno, però, chiesi un prestito alla banca per poter traslocare dalla Sicilia i miei genitori anziani, invalidi e nullatenenti. Il prestito - specifica - serviva a coprire le spese del trasloco, la caparra per l'immobile da affittare e il cambio dell'auto per poterne avere una, seppur usata, idonea al trasporto di persone con gravi difficoltà motorie". 

All'inizio le cose vanno bene, ma improvvisamente la situazione precipita. "Nel 2010 - racconta la donna su Change.org - mio padre si ammalò gravemente di tumore e in pochi mesi venne a mancare. Quindi mia madre si trasferì da me e ci ritrovammo a vivere in due nel mio bilocale di 35 metri calpestabili. Nel 2011 improvvisamente anche mia madre venne a mancare e oltre al dolore, mi ritrovai a pagare un secondo funerale". 

Quando il fondo sembra toccato, ecco la mazzata finale. "Nel 2012 mi diagnosticarono il cancro e mi ritrovai anche a non aver più materialmente i soldi per comprarmi da mangiare, smisi dunque di pagare la Fineco bank". Una decisione, una necessità, che l'istituto di credito non accetta. "La banca avviò una procedura di riscossione tramite tribunale e al momento la procedura è arrivata all'atto di pignoramento dell'immobile che deve solo diventare esecutivo. Tutto questo per un debito di 12.300 euro maggiorato dagli interessi".

Accanto a Laura Bernoldi adesso c'è "Deciba", l'associazione che tutela i cittadini e le imprese da abusi bancari finanziari. Ma sembra non bastare. "Con l'associazione abbiamo inviato una lettera raccomandata alla sede legale della Fineco in cui ci mostravamo disposti ad un incontro per stabilire un pagamento mensile - rivendica la quarantenne - ma l'unica risposta ricevuta è stata l'atto di pignoramento e la fattura del commercialista per le spese legali, altri mille euro". 

"Ho chiesto soltanto di poter sopravvivere in casa mia e mi sono dimostrata propensa a pagare il mio debito con un importo equo - sottolinea Laura - Mi rivolgo a chi prende le decisioni nella Fineco bank - si chiude il suo appello - mettetevi la mano sul cuore e data la possibilità alla gente onesta di rimanere tale e ottemperare ai propri debiti con serenità ed equità". 

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