Sfruttamento e lavoro minorile, l'Italia bandiera nera dell'Europa

Bambine costrette alla prostituzione, adolescenti picchiati e sfruttati: il nostro Paese ha il record continentale di maggior numero di vittime accertate. Il rapporto dell'ong Save the Children

Un triste e drammatico primato tutto italiano: l'Italia ha il record continentale di maggior numero di vittime accertate dello sfruttamento del lavoro minorile. Dal 2012 a oggi sono 1.679 le vittime di tratta nel nostro paese, una quota significativa delle quali è costituita da minori. In particolare dal 2013 al 22 giugno 2015 sono 130. Lo evidenzia il Dossier 2015 "Piccoli schiavi invisibili - Le giovani vittime di tratta e sfruttamento" di Save the Children diffuso oggi alla vigilia della Giornata Onu in ricordo della schiavitù e della sua abolizione (il 23 agosto). 

La Nigeria è il principale paese di provenienza, seguita da Romania, Marocco, Ghana, Senegal e Albania. Le giovani vittime sono forzate soprattutto a prostituirsi e sono sfruttate sessualmente ma si rilevano anche altre forme di tratta e sfruttamento, quale quello in attività illegali, in particolare fra le adolescenti di origine rom e rumena, in associazione, spesso, a matrimoni precoci, e lo sfruttamento lavorativo fra i minori migranti, soprattutto egiziani. Tra i minori vulnerabili e a rischio anche i minori afgani ed eritrei in transito nel nostro paese. Sono 7.357 i minori migranti arrivati in Italia via mare da soli dall'inizio dell'anno.

"La tratta e lo sfruttamento di bambini e adolescenti rappresenta uno dei risvolti più drammatici dei fenomeni migratori e nel momento in cui l'Italia e l'Europa sono chiamate a prendere decisioni chiave per le sorti di tanti migranti in arrivo, ricordiamoci che, fra di essi, ci sono centinaia di minori inseriti in circuiti di feroce sfruttamento o che rischiano di caderci e che quindi dobbiamo riuscire a intercettare, accogliere e proteggere adeguatamente, assicurando loro anche percorsi di scolarizzazione ed integrazione che diano un'alternativa al lavoro sfruttato", dichiara Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa di Save the Children.

Oltre alle minori nigeriane, documenta il dossier, vittime di sfruttamento sessuale nel nostro Paese sono anche molte ragazze dell'est: soprattutto adolescenti tra i 16 e i 17 anni, provenienti da contesti molto poveri e marginali di paesi quali Romania, Albania, Bulgaria, Moldavia, adescate da conoscenti o giovani uomini che le portano in Italia con la promessa di un lavoro da parrucchiera o da baby sitter per poi obbligarle a prostituirsi, sia in strada che al chiuso, in appartamenti o night club. Dell'est, prevalentemente rumene, sono le adolescenti - tra cui anche ragazze italiane di origine rom - spostate dai loro paesi in Italia per essere sfruttate in borseggi e furti in appartamento. Uno sfruttamento spesso collegato al matrimonio precoce forzato, dopo il qualevengono obbligate a compiere attività illegali per restituire ai suoceri il debito contratto per il loro "acquisto" che può variare dai 5 ai 50 mila euro.

Ma vittime di sfruttamento, soprattutto lavorativo, sono anche altri gruppi di migranti quali gli egiziani, il cui numero - in diminuzione nei primi mesi del 2015 (143 giunti al 30 giugno, a fronte di 885 nello steso periodo del 2014)- sta registrando nuovamente una crescita, con quasi 400 approdati via mare tra giugno e agosto: "un campanello d'allarme che non dobbiamo sottovalutare", spiega ancora Carlotta Bellini. 

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Povertà e carenza di opportunità lavorative nel loro paese sono i principali fattori che spingono i minori egiziani a venire in Italia, con le famiglie che si sobbarcano un debito di viaggio con i trafficanti compreso fra i 2mila e i 5mila euro e che i ragazzi dovranno quindi ripagare con il loro lavoro. A rischio di vita e sotto il controllo dei trafficanti, affrontano il viaggio in mare, partendo o da Alessandria o dalla Libia, dove vengono condotti anche con pulmini. Una volta approdati in Italia vengono collocati in strutture di accoglienza da cui però solitamente scappano per raggiungere Roma, o altre città del nord come Torino o Milano, dove loro stessi hanno raccontato agli operatori di Save the Children le loro esperienze di sfruttamento. A Roma, in particolare, nei mercati generali di frutta e verdura (CAR), presso autolavaggi e in frutterie o pizzerie. 10 euro per caricare un camion di frutta e verdura e 50 centesimi per ogni cassetta riempita.. Negli autolavaggi si lavora ininterrottamente anche per 12 ore, per 2-3 euro all'ora, come nelle pizzerie e frutterie.

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