Lunedì, 1 Marzo 2021

Figlia in coma, il padre deciderà per lei: prima applicazione della legge sul fine vita

Dal Modenese una storia dolorosa che segnerà "un prima e un dopo"

Scelte difficili, impossibili, che nessuno vorrebbe dover mai fare. Sarà il padre, un anziano insegnante di 74 anni, a interpretare le volontà della figlia in coma: da Modena arriva la notizia della prima applicazione della legge sul biotestamento.

I fatti, raccontati dal quotidiano la Stampa: da alcuni mesi una donna di 44 anni è in coma, dopo essere stata colpita da un grave aneurisma. La diagnosi non lascia scampo: emorragia subaracnoidea da rottura aneurisma di arteria comunicante posteriore. Significa che respira e si alimenta soltanto grazie alle "macchine" cui è attaccata. 

Seguendo la legge così il giudice ha incaricato il padre, in qualità di amministratore di sostegno: sarà lui a decidere quali cure dovranno essere portate avanti perché la donna non ha lasciato il proprio testamento biologico.

Il padre dovrà scegliere nel "miglior interesse" della figlia quali trattamenti sanitari accettare o rifiutare, rispettando "la volontà precedentemente espressa" dalla donna. 

Il decreto del tribunale è pubblicato dalla Gazzetta di Modena: tradotto in parole povere, il genitore è chiamato a decidere in base a quello che la donna ha detto o fatto sapere in passato, quando ancora era in grado di farlo.  

Ora che il padre della donna ricoverata è autorizzato a scegliere per lei, sia pure a certe condizioni, dovrà comunque rispondere del proprio operato davanti al giudice, con la presentazione di relazioni annuali. 

Fonte: La Stampa →
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