rotate-mobile
Domenica, 5 Dicembre 2021
Il caso marò

La lettera del marò Latorre: "Grazie Italia, ma a metà..."

Massimiliano Latorre su Facebook scrive una lettera di ringraziamento dopo il rientro in Italia per motivi di salute. "Grazie amici, grazie Italia anche se oggi è un grazie a metà"

ROMA - E' rientrato in Italia con un permesso di quattro mesi rilasciato dalla Corte suprema indiana, per curarsi dopo l'ischemia che lo ha colpito in estate. Massimiliano Latorre, uno dei due fucilieri della Marina accusati di aver ucciso due pescatori del Kerala, ha scritto sulla sua pagina Facebook una lunga lettera di ringraziamento.

"Grazie amici, grazie Italia, anche se oggi è un grazie a metà", scrive il fuciliere della Marina. "Grazie anche a chi non ha avuto il coraggio di far neanche una telefonata, capisco e non ne sono turbato. Quando volete sapete dove trovarmi, io non ho mai portato rancore a nessuno. Sono cosi per carattere", aggiunge.

E continua: "Cari amici, scusate l’assenza dovuta alle mie condizioni fisiche ma ovviamente non voluta. Vorrei ora rivolgerVi un personale e sentito ringraziamento per gli innumerevoli messaggi di conforto, supporto e d incoraggiamento ricevuti", inizia. "Ad oggi è già passata una settimana da quando ho rimesso piede sul suol patrio anche se mi sembra solo ieri; sono qui in casa circondato dall'affetto di amici parenti e figli , anche se mi rendo conto che molte sono le cose cambiate a cominciare proprio dalla mia salute, e nonostante le sedute giornaliere di fisioterapia sono consapevole che lunga e tortuosa sarà la strada che spero mi consentirà di ritornare un uomo simile a quello che ero fino al 31 agosto 2014".

"Oltre voi - continua il marò - permettetemi di ringraziare pubblicamente anche le persone a cui devo la mia vita in quanto è grazie al loro intervento che mi è stato possibile riabbracciare i miei figli e scrivervi ora queste due righe, e sono la mia compagna Paola, che ha da subito capito cosa mi stesse accadendo, e Salvatore chiamato in soccorso da Paola, che mi ha caricato sulle sue spalle per portarmi in ospedale senza perdere tempo, ed il dottor Raieev Ranian che il buon Dio ha voluto fosse di turno in quel momento per iniettarmi quella medicina che mi ha consentito di riprendermi e diventando il mio angelo custode durante tutta la mia degenza ospedaliera di New Delhi".

"Sono fiducioso nel continuo operato delle signore ministro Pinotti e Mogherini, sono felice e riconoscente di come la ministro Pinotti si sia letteralmente catapultata a Delhi per farmi sentire il suo affetto, che va ben oltre ogni carica politica ed istituzionale preoccupandosi di portare con sé il dovuto supporto medico al fine di sincerarsi riguardo il mio stato di salute". 

Marò, anni di rinvii e proteste: la fotostoria

"Grazie anche all'ammiraglio Binelli sempre vicino e presente ed il Comandante Mendicini dott. Caruso e Marrocco che con umanità e simpatia hanno esaminato la mia situazione è vigilato sui trattamenti ricevuti e grazie ai miei due colleghi ed amici Capo Morabito e Capo Nasole e tutta l'equipe medica dell' ospedale militare di Taranto che quotidianamente mii aiutano e rendono possibile la mia riabilitazione". 

"Grazie al col. Sirimarco ed i carabinieri di Taranto tutti che vigilano su di me ogni giorno ed anche agli amici giornalisti che hanno prontamente recepito il mio appello affinché privacy e discrezione prevalessero sgombrando immediatamente il campo, ve ne sono sinceramente grato. Grazie alla comunità italiana ed ai diplomatici tutti, mi hanno coccolato come un figlio o fratello, e mai avrei immaginato una preoccupazione cosi forte. E' bello essere persone piene di sentimento e di amore da donare al prossimo. Salvo e Vania grazie per tutto quello che avete fatto per me e Paola durante quella settimana terribile passata in ospedale".

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La lettera del marò Latorre: "Grazie Italia, ma a metà..."

Today è in caricamento