Venerdì, 24 Settembre 2021
LIBIA

Italiano rapito in Libia, incubo finito: liberato Marco Vallisa

Il cinquantaquattrenne piacentino, rapito lo scorso luglio a Zuara, è stato liberato. L'annuncio di Gentiloni nella notte: "Grazie a tutti, è il frutto di un gioco di squadra"

ROMA - Da quattro mesi ostaggio in Libia. Da quattro mesi senza contatti con l'Italia e con la famiglia. Un incubo che sembrava senza via d'uscita, almeno fino a questa notte quando l'annuncio tanto atteso è arrivato. E' stato liberato Marco Vallisa, il tecnico italiano rapito in Libia, a Zuara, il cinque luglio scorso. L'uomo, cinquantaquattro anni, originario di Roveleto di Cadeo, nel piacentino, era impegnato sulla costa libica per una ditta modenese quando era stato rapito con altri due colleghi, un bosniaco e un macedone, rilasciati dopo due giorni. 

La "detenzione" di Vallisa, invece, è durata più a lungo, forse nella speranza dei sequestratori di ottenere un riscatto. Ma l'incubo è finito nella notte tra mercoledì e giovedì, con l'annuncio della liberazione. "Esprimo profonda soddisfazione per la liberazione di Marco Vallisa - ha esultato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni - Desidero ringraziare calorosamente tutti coloro che hanno lavorato per il felice esito della vicenda. Tale risultato - ha commentato - è il frutto di un gioco di squadra dell'Unità di crisi del ministero degli Esteri, dei nostri servizi d'informazione e dell'ambasciata d'Italia a Tripoli. A tutti esprimo il mio più vivo apprezzamento per la dedizione e la professionalità dimostrata e per l'efficace e paziente azione. Un particolare ringraziamento - ha concluso il titolare della Farnesina - va alla famiglia Vallisa per la fiducia nel lavoro delle istituzioni".

La guardia, però, resta ancora alta. Perché sono cinque gli italiani sequestrati all'estero, sulle cui condizioni si sa poco o nulla: le due giovani cooperanti lombarde Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, scomparse in Siria dal 31 luglio 2014; il tecnico veneto Gianluca Salviato, rapito in Libia il 22 marzo 2014; il gesuita romano padre Paolo Dall'Oglio, sequestrato a fine luglio 2013 in Siria; il cooperante palermitano Giovanni Lo Porto, scomparso il 19 gennaio 2012 tra Pakistan e Afghanistan.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Italiano rapito in Libia, incubo finito: liberato Marco Vallisa

Today è in caricamento