Domenica, 13 Giugno 2021
Emergenza immigrazione

Libia, si rovescia barcone con 600 migranti: 26 corpi recuperati

In salvo 370 persone che arriveranno a Palermo nel pomeriggio insieme alle salme. Ma il bilancio dell'ennesima strage in mare è ancora provvisorio

Un nuovo gravissimo naufragio si è verificato nel Canale di Sicilia, di fronte alle coste libiche, dove si è rovesciato un barcone con centinaia di migranti. Secondo fonti raccolte dal Times of Malta a bordo c'erano almeno 600 profughi. Sono stati recuperati 26 corpi, mentre sono oltre 370 le persone messe in salvo.

Il natante è stato soccorso dai mezzi della Guardia costiera italiana dopo la richiesta d'aiuto inviata attraverso un telefono satellitare alla Capitaneria di porto di Catania. 

L'allarme è partito la mattina di mercoledì: i migranti hanno detto di essere a bordo di un motopeschereccio partito dal porto libico di Zuwara. Ai soccorritori hanno riferito di essere in 600 e di avere dei problemi con il motore.

Sulla zona delle ricerche sono state dirottate dalla Guardia Costiera la Dignity One, nave di Medici senza frontiere, e la nave militare irlandese Niamh che ha calato due imbarcazioni "rescue boat". Sul luogo sono impegnate anche la nave del Moas (Migrant Offshore Aid Station) "Phoenix", la nave Fiorillo della Guardia Costiera e il mercantile Barnon Argos.

LA DINAMICA DEL NAUFRAGIO - E’ stata la nave irlandese Niamh a raggiungere per prima il peschereccio, una quindicina di miglia a nord delle coste libiche. L’imbarcazione si è fermata a circa un miglio dal barcone dei migranti, calando in mare due scialuppe.

Secondo una prima ricostruzione, quando i migranti hanno visto i soccorsi si sono spostati tutti da un lato, facendo capovolgere l’imbarcazione. Il peschereccio è affondato in pochi minuti e per diverse decine di migranti stipati nella stiva non c'è stato nulla da fare.

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