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Venerdì, 12 Aprile 2024
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Al posto delle slot, la libreria: il bar di Azzurra

Un piccola libreria fatta di regali al posto delle macchinette della Sisal: così Azzurra ha cambiato "Why Not?", il suo bar a Viareggio. Ma liberarsi delle slot non è stato facile: "Ero la pazza che le spegneva"

Nell'angolo del suo bar c'erano le famose slot, quelle di cui tanto si è parlato e contro cui è stata portata avanti una campagna. Ad Azzurra Cesti, titolare del piccolo bar "Why Not?" di Viareggio, proprio non piacevano. Quindi, nonostante i guadagni che di solito chi è proprietario di un esercizio come il suo ricava dalle macchinette Sisal, ha deciso di liberarsene: "Proprio non mi piacevano. Una volta sono entrati nel bar per derubarle e per di più non andavo d'accordo con il gestore. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata quest'estate: un cliente che non stava vincendo si è messo a urlare. Senza contare il tempo che mi portavano via". 

Così aveva deciso che le odiose macchinette di cui era stufa sarebbero state sostituite con una delle sue passioni, la lettura: "Avevo uno scaffale al bar e siccome leggo molto anche mentre lavoro, spesso appoggiavo i libri in questo angolino". Un'idea che è piaciuta anche ai suoi clienti, con cui a volte si sfogava rispetto alle grane che le slot le facevano passare: "Alla fine sono stati loro a chiedermelo e mi hanno anche portato diversi libri da mettere sullo scaffale assieme ai miei. Così abbiamo dato vita a un bookcrossing: non ci crederete ma c'era gente che arrivava con carriole di libri! Non pensavo di creare tanta curiosità". 

In effetti chi si sarebbe aspettato tanto entusiasmo per una scelta del genere, in un Paese dove i lettori sono in calo? L'entusiasmo è stato un premio perché liberarsi delle slot è complicato: "Il contratto firmato dal mio vecchio socio non poteva essere rescisso: mi avevano chiesto 5mila euro. L'alternativa era tenermele per altri tre anni. All'inizio mi ero mostrata disponibile e gentile ma poi ho finito per litigare con il gestore. Sono stata al Suap per chiedere informazioni, ma la procedura è difficilissima visto che sono monopolio di Stato. Ho pensato che avrei dovuto tenermele tutta la vita".

Così Azzurra ha iniziato la sua piccola battaglia ignorando il suo nemico: "Ho deciso che le avrei tenute al bar, ma spente. Dal gestore mi hanno iniziato a tempestarmi di chiamate, ma non rispondevo. Dopo due mesi alla fine se le sono portate via". Le macchinette non erano neppure adatte al bar: "Why Not?" è un piccolo bar di quartiere, di fronte a un supermercato e per lo più ha una clientela fissa. Tanti dei miei clienti mi conoscono e sono stati testimoni della fatica: ero esaurita e ai call center pensavano fossi una psicopatica. Ma alla fine ce l'ho fatta". Questo oltre a riportare la tranquillità nel bar le ha dato molta soddisfazione: "Ora che mi sono liberata delle slot, sono felice. Il bar è di nuovo tranquillo, così come i clienti che lo frequentano, e ho anche realizzato un mio piccolo desiderio: portare i libri vicino ai miei caffé".

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