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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Andrea Maggiolo

Opinioni

Andrea Maggiolo

Giornalista Today

Più controlli sulle armi "legali", le proposte ci sono: il parlamento si dia una mossa

Meno armi in mano alle persone sbagliate, licenze date "cum grano salis", controlli veri.

Le proposte di legge ci sono, è la politica che latita: senza un cambio di passo del parlamento non si va e non si andrà mai da nessuna parte. I disegni di legge, tra gli altri, degli onorevoli Walter Verini e Riccardo Magi propongono controlli annuali sui legali detentori di armi per cercare di prevenire omicidi che si susseguono nelle pagine di cronaca locale e nazionale.

Da anni, ad esempio, gli omicidi e femminicidi compiuti da anziani legali detentori di armi sono la metà di tutti gli omicidi con armi legalmente detenute: nel 2021, 19 su 39. Va cambiata la legge con controlli clinico-psichiatrici annuali. Nel 2022 in Italia ogni cittadino che non abbia certifcate malattie nervose e psichiche, non alcolista o tossicodipendente, può ottenere una licenza per armi dopo aver superato un breve esame di maneggio delle armi e un controllo da parte della Questura circa la sua affidabilità.

Una passeggiata. Dal punto di vista medico, tutto si basa su un’autocertificazione controfirmata dal medico curante e una rapida visita, come per la patente. Nessuna visita specialistica né esame tossicologico né valutazione psichiatrica. Le licenze valgono cinque anni, sia per un diciottenne sia per un anziano. Il rinnovo quasi sempre non prevede alcun esame clinico o psichiatrico. La gran parte degli omicidi con armi legali avviene in famiglia e, in basei ai dati degli ultimi anni, almeno uno su quattro per mano di anziani. 

Con una licenza per tiro sportivo si può tranquillamente avere tra le mura di casa un arsenale. Al momento proprio come una patente di guida, la licenza di detenere e trasportare un'arma ad uso sportivo è rinnovabile con una breve visita, un timbro, marche da bollo, se mancano specifici motivi di preoccupazione. Motivi di preoccupazione che potrebbero emergere solo con più controlli su chi ha armi in casa propria, detenute con qualsiasi licenza. Sì, abbiamo un problema. Affrontiamolo. Bastano una licenza assegnata o rinnovata con leggerezza e un'arma in mano alla persona sbagliata per provocare conseguenze atroci: morti che si potevano evitare e famiglie che li piangono.

Il Viminale non ha mai reso noto il numero di armi legalmente detenute in Italia (le stime variano dai 10 ai 12 milioni), ma non rende pubblico nemmeno il numero complessivo di tutte le licenze rilasciate in vigore. Le  questure parlano di 1,3 milioni circa di licenze attive nel 2020, tra permessi per difesa personale, caccia, tiro sportivo e per guardie giurate. Non vengono monitorati i Nulla Osta, che servono per l'acquisto di un'arma con munizioni, al fine di difendere la propria abitazione o attività commerciale. Di quest’ultimo tipo di permesso potrebbero essercene 2-3 milioni, sempre secondo l’Opal.

Poche settimane fa a Torre Annunziata un uomo di 81 anni ha esploso dei colpi di arma da fuoco (legalmente detenuta per uso sportivo) contro la badante di sua sorella, una 67enne di nazionalità ucraina, deceduta sul colpo. L'uomo, docente di Matematica del liceo classico in pensione, a 81 anni aveva un regolare porto d'armi. Al poligono non ci andava praticamente mai. E quindi brevi di cronaca nera, vite spezzate in un lampo.

Il 10 per cento degli omicidi nel 2020 in Italia è stato commesso con un'arma detenuta legalmente, il 53,8 per cento sono stati omicidi in famiglia, "solo" l’8,8 per cento di tipo mafioso e "solo" il 2,8 per cento per furto e rapina.

La proposta di legge del deputato Magi c'è, è qui, semplice e a disposizione del parlamento; si chiedono più controlli già prima di concedere le licenze: "In primo luogo, si prevede che all’atto della domanda il richiedente fornisca, oltre al certificato medico di idoneità, un certificato rilasciato dallo specialista psichiatra e un certificato tossicologico che attesti l’assenza di condizioni di alcool dipendenza e di assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti". Un primo passo, che cambierebbe già qualcosa.

E poi ancora si chiede che "ai fini del rilascio della licenza di porto d’armi o del nullaosta, i conviventi maggiorenni, anche diversi dai familiari, debbano dichiarare per iscritto alla questura di aver ricevuto comunicazione dell’istanza da parte del richiedente e che gli stessi possano segnalare eventuali motivi ostativi al rilascio. In tale modo, nel caso in cui sussistano impedimenti al rilascio della licenza, i conviventi potranno manifestare la loro contrarietà in tale fase e in via riservata". Magi chiede anche che il Ministro dell’interno presenti annualmente alle Camere una relazione sull’attuazione della legge contenente i dati relativi al numero di licenze di porto d’armi in corso di validità rilasciate.

Il tema "armi legali" ha molte sfaccettature. Lo proviamo a raccontare da tempo qui su Today, grazie anche al lavoro indefesso di informazione e sensibilizzazione di Opal (Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e le Politiche di Sicurezza e Difesa) e soprattutto di Giorgio Beretta (seguitelo su Twitter). Ma senza uno scatto in avanti del mondo politico, si può fare poco. Non dovrebbero esserci divisioni di sorta quando in ballo c'è il tentativo di evitare che una pistola finisca in mano alla persona sbagliata. Siamo facili profeti: non succederà. Anche i legali detentori di armi votano, e le elezioni politiche non sono così lontane.

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