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Lunedì, 15 Agosto 2022
Fiat

Licenziati dalla Fiat per aver 'impiccato' Marchionne, il giudice dà ragione all'azienda

Il tribunale di Nola ha respinto il ricorso presentato da cinque ex dipendenti della Fca (ex Fiat) di Pomigliano d’Arco: "Giusto il licenziamento"

Il tribunale di Nola ha respinto il ricorso presentato da cinque ex dipendenti della Fca (ex Fiat) di Pomigliano d’Arco (Napoli), e del reparto logistico di Nola.

I cinque erano stato licenziati lo scorso  giugno dall'azienda, per aver inscenato il "suicidio" dell'amministratore delegato Sergio Marchionne nel giorno dei funerali di un'operaia in cassaintegrazione, Maria Baratto, che si era tolta la vita nella sua casa di Acerra. 

Gli operai avevano inscenato il suicidio e la veglia funebre dell'amministratore delegato di Fiat e poi avevano ricordato le loro vertenze sindacali: chiedevano il rientro a Pomigliano dei circa 300 operai trasferiti alla logistica di Nola nel 2008. La cig dei lavoratori scade il 13 luglio e nei giorni scorsi l'azienda ha avviato la procedura per il rinnovo di un anno.

Il giudice ha però giudicato illegittimo il comportamento degli operai: gli ex lavoratori, si legge nella sentenza, hanno leso "l'immagine della società e del suo a.d. nei confronti dei dipendenti". 

Una condotta, quella degli operai licenziati, lesiva "degli interessi morali della società", e che ha provocato alla stessa "un grave nocumento morale idoneo a ledere in modo irreversibile il vincolo fiduciario tra le parti del rapporto di lavoro".

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