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Domenica, 28 Novembre 2021
Il caso / Trieste

Licenziato Fabio Tuiach, il portuale "no pass": manifestava mentre era in malattia

L’Agenzia per il lavoro portuale del Porto di Trieste (Alpt) l'ha licenziato per giusta causa. Lui non ci sta: "Ho cinque figli, mia moglie è commessa part time: andremo a mangiare alla Caritas"

Brutta sorpresa nelle scorse ore per uno dei volti simbolo delle proteste "no pass" a Trieste. L’Agenzia per il lavoro portuale del Porto di Trieste (Alpt) ha licenziato Fabio Tuiach. "Le comunichiamo la decisione di adottare il provvedimento di licenziamento per giusta causa", si legge nella raccomandata datata 10 novembre. Una decisione che fa seguito ad una contestazione disciplinare recapitata all’ex consigliere comunale il 28 ottobre scorso. Nella raccomandata firmata dal presidente di Alpt, Francesco Mariani, si fa riferimento al fatto che durante il periodo per cui aveva presentato certificato medico, l’ex pugile aveva tenuto un comizio in piazza.

Lui l'ha presa malino. "Ufficialmente ero in malattia, se sono sceso in piazza, non l’ho fatto negli orari in cui avevo l’obbligo di restare a casa per le visite fiscali, sono stato quindi corretto". Rispondeva così quando giorni fa era in piazza ma risultava in malattia. I giorni "di mutua" erano stati richiesti al medico perché sotto choc per le botte prese durante le contestazioni al varco 4. Ieri a Tuiach è arrivato il risultato del test che certifica la sua negatività al Covid, di cui si era ammalato, sosteneva, a causa degli idranti della polizia. La brutta scoperta è stata però l’avviso di licenziamento.

Tuiach da oggi non lavorerà più per l’Agenzia per il lavoro portuale di Trieste. È il primo atto che fa seguito all’esposto di qualche settimana fa presentato dal presidente della società Francesco Mariani proprio per fare luce sulle numerose posizioni sospette di lavoratori rimasti a casa in malattia proprio dopo il 15 ottobre, giorno in cui il green pass era diventato obbligatorio al lavoro ovunque in Italia.

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"Ho cinque figli, mia moglie è commessa part time: andremo a mangiare alla Caritas", ha commentato ad alcuni media locali. "Mi vogliono distruggere - ha proseguito - Lavoro in porto da quando avevo 18 anni: ora farò valutare la mia posizione da un avvocato e spero la situazione si risolva quanto prima consentendomi di tornare a lavorare in porto. Non mi resta che pregare, andando a recitare il rosario in piazza dell'Unità", conclude amareggiato.

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