Martedì, 11 Maggio 2021
La protesta / Taranto

Il lavoratore ArcelorMittal licenziato dopo un post sulla fiction con la Ferilli

Il sindacato Usb ha indetto uno sciopero a oltranza: “Gravissimo attacco alla demarcazione e in particolare alla libertà di espressione e opinione”

Gli impianti della fabbrica Ilva di ArcelorMittal a Taranto, 15 novembre 2019. ANSA/DONATO FASANO

Sciopero. È la risposta dell’Usb al licenziamento di uno dei due lavoratori di ArcelorMittal che nei giorni scorsi erano stati sospesi per aver condiviso su Facebook un post in cui si invitata a guardare su Canale 5 Svegliati amore mio con Sabrina Ferilli. La fiction racconta un dramma di una famiglia, con una figlia malata di leucemia, e la questione dell’inquinamento ambientale legato all’industria siderugica. Mercoledì 14 aprile, a partire dalle 7, la serrata a oltranza con presidio permanente davanti alla Direzione dello stabilimento siderurgico di Taranto. In una lettera inviata ad ArcelorMittal Italia, al presidente di Invitalia Arcuri e per conoscenza ai ministeri dello Sviluppo Economico e del Lavoro, al prefetto di Taranto, al presidente della Regione Puglia, al sindaco di Taranto, ai parlamentari jonici e ai commissari straordinari ex Ilva in As, l'Usb rinnova le critiche.

Lo sciopero dell'Usb 

"La mobilitazione si rende necessaria per mettere la parola fine a una gestione scriteriata, quella Ami-Morselli, che finora ha prodotto come unico risultato impianti fatiscenti e pericolosi per la mancanza cronica di manutenzione;il peggioramento dei fenomeni emissivi dovuto al deterioramento degli impianti;i continui ritardi sul pagamento degli stipendi dei lavoratori dell'appalto e allontanamento delle aziende che si lamentano; assunzioni di manager già in pensione a fronte di oltre 4.000 lavoratori condannati a vivere in Cigs a poche centinaia di euro. E ancora: ricorso massiccio alla Cigs in maniera unilaterale; completa assenza di relazioni sindacali; provvedimenti espulsivi pretestuosi”. 

Ieri il sindacato aveva condiviso una dura nota nei confronti dell’azienda, per quello che aveva definito un “gravissimo attacco alla democrazia e in particolare alla libertà di espressione e opinione”. “Si tratta dell’ennesimo schiaffo, come se non bastasse quanto fatto in precedenza a tutta la comunità jonica, che al danno aggiunge la beffa”, le parole di Franco Rizzo, coordinatore Usb Taranto. 

Licenziato dopo un post su Facebook

L’inizio di questa vicenda risale allo scorso 2 aprile, quando il sindacato aveva denunciato la volontà del gruppo siderurgico di licenziare due lavoratori perché avevano condiviso un post su Facebook che invitava a seguire la fiction con Sabrina Ferilli. L’azienda replicato in una nota nella quale specificava che i provvedimenti non erano stati presi per aver commentato la fiction “ma per aver denigrato l’azienda stessa e il suo management, anche attraverso affermazioni di carattere lesivo e minaccioso”. 

L’altro lavoratore che era stato sospeso non sarà licenziato, al contrario del collega. L’uomo avrebbe chiesto e ottenuto un incontro con l’azienda, scusandosi poi pubblicamente con un nuovo post su Facebook. 

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