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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
SCUOLA

In arrivo il liceo di quattro anni, Cgil: "Più ragioni per scendere in piazza"

Il primo sì era stato detto dal ministero a un istituto paritario. Adesso autorizzate anche tre superiori statali. La preoccupazione dei sindacati "rischio qualità e posti di lavoro"

A fine ottobre il liceo paritario Guido Carli di Brescia aveva dato il via al primo corso di studi di quattro anni grazie al sì della ministra dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza. Lo aveva definito l'esperimento un 'modello da replicare' e così è stato: dopo poco più di un mese il Miur ha autorizzato tre istituti pubblici per un corso sperimentale della stessa durata.

Nell'anno scolastico 2014-2015 i ragazzi che escono dalle scuole medie inferiori avranno la possibilità anche di iscriversi alla scuola superiore di quattro anni nelle città di Verona, Brindisi e a Busto Arsizio. Una svolta storica per il sistema delle scuole in Italia che però era nell'aria da tempo: il nostro Paese è l'unico in Europa ad avere un percorso di studi superiori che dura un anno in più. In più diverse sono state le proposte ministeriali per avere dei 'maturandi' più giovani: l’ex ministro Letizia Moratti voleva anticipare l’iscrizione dei bambini alla scuola elementare. In più durante il governo Monti, Francesco Profumo aveva pensato a tre diversi tipi di sperimentazione: elementari a cinque anni, accorciamento della scuola primaria, accorciamento della scuola secondaria. Una proposta in linea con la sperimentazione dell'attuale ministra Carrozza.

La sperimentazione nei tre istituti avrà durata quadriennale e verrà monitorata da un apposito comitato, che scriverà al Ministero una relazione sull'andamento. Critico è invece il mondo sindacale, che lo era stato anche in passato: “Se vogliamo ridurre la durata degli studi in Italia sul modello degli altri Paesi europei dobbiamo farlo in maniera seria. Ci vuole un ragionamento complessivo sui vari cicli collegati tra loro. Invece tagliare via di punto in bianco un anno di studi dalla scuola secondaria, e appiccicare agli istituti che lo fanno l’attributo 'internazionale' è semplicemente ridicolo” scrive la federazione dei lavoratori della conoscenza della Cgil. Inoltre il nuovo modello d'istruzione superiore non garantirebbe qualità nella didattica: "la Ministra Carrozza ha ritenuto di non rispondere nel merito delle obiezioni da noi sollevate e ha difeso quelle sperimentazioni. Deve essere chiaro che non lasceremo passare questo colpo di mano che avrebbe come unico obiettivo quello di proseguire con i tagli, indebolendo ulteriormente i percorsi formativi e il diritto allo studio". E dopo l'incontro con Carrozza del 23 novembre rilancia lo sciopero del 30 novembre davanti che si terrà davanti a Montecitorio: "Rafforzate tutte le ragioni che ci porteranno alla manifestazione nazionale unitaria".

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