Giovedì, 24 Giugno 2021
Andrea Maggiolo

Opinioni

Andrea Maggiolo

Giornalista Today

Limite di velocità a 20 o 30 all'ora in città: svolta in Spagna da oggi, l'Italia tentenna

Oggi entra in vigore il nuovo codice della strada che in Spagna impone limiti di velocità molto più stringenti all'interno dei centri urbani. Si dovrà marciare a 20 chilometri all'ora su tutte le strade con carreggiata unica e marciapiede (ovvero le strade dove non c’è una netta separazione tra marciapiede e carreggiata, tipicamente i vicoli e le stradine dei centri storici), a 30 orari sulle carreggiate caratterizzate da un unico senso di marcia (evidentemente dove è più remoto il rischio di deviare a seguito di collisione). In definitiva l’attuale limite di 50 km/h resterà soltanto sulle strade con due o più corsie per ciascun senso di marcia. La nuova norma - approvata dal Consiglio dei ministri lo scorso novembre (che ha poi concesso ai comuni sei mesi di margine per adeguarsi) -  ha l'obiettivo principale di ridurre il tasso di infortuni e di morti nelle città. "La velocità fino ad ora [50 chilometri orari] era una vera sciocchezza", ha assicurato al quotidiano catalano La Vanguardia, il direttore della DGT dirección general de Tráfico, Pere Navarro.

Limite di velocità giù a 20 o 30 km all'ora nelle città spagnole

Con questa diminuzione dei limiti di velocità il rischio di morire si riduce dell'80% quando si viene investiti. Se la velocità del veicolo che impatta è di 30 chilometri orari, il rischio è del 10%, mentre se la velocità è di 50 chilometri orari, il rischio di morte sale al 90% secondo i dati in mano a Navarro. Nel 2019 - l'ultimo anno senza pandemia, per avere dati non falsati dalla minore circolazione di veicoli del 2020 - 509 persone sono morte in Spagna per incidenti stradali nelle città. Le multe in caso di superamento dei nuovi limiti di velocità nelle città vanno da 100 euro a 600 euro, oltre che il taglio di punti della patente. Parallelamente a questa nuova normativa, prosegue l'iter parlamentare della riforma del Codice della Strada che, tra l'altro, modificherà la tessera per punti, aggravando le sanzioni previste per i comportamenti più sconsiderati al volante, come l'uso del cellulare.

L’obiettivo principale di questo abbassamento dei limiti di velocità è nell’immediato la maggiore sicurezza stradale, ma sul medio-lungo periodo anche rendere sempre meno attraente l’uso dell’auto in città grazie anche a tante altre azioni sul territorio come le pedonalizzazioni. A corollario di questa decisione, il governo spagnolo ha anche vietato definitivamente la circolazione dei monopattini elettrici sul marciapiede. L’istituzione di "zone 30" nei centri abitati è un tema di dibattito da molti anni in Italia, Spagna ed Europa, proprio per aumentare la sicurezza stradale nelle aree abitate. Il tema non è banale né scontato. Secondo un studio molto vasto, all’aumento della velocità media di 1 km all'ora segue in genere un rischio di incidente con lesioni superiore del 3% e con esito mortale del 4-5%. Infatti, in caso di incidente stradale a 80 all'ora il rischio morte per gli occupanti di un veicolo è 20 volte superiore rispetto a coloro che dovessero trovarsi a bordo di un mezzo che vada a impattare contro un ostacolo a 30 km all'ora. In Francia sono trascorsi 30 anni dall’istituzione del limite di 30 all’ora in alcune zone urbane. Con l’aumentare della velocità ovviamente aumenta lo spazio di arresto (spazio di reazione più quello di frenata). In condizioni di asfalto asciutto e con pneumatici in ordine, un’autovettura di media dimensione, se viaggia a 50 km all'ora, impiega 27,5 metri per fermarsi completamente. Ciò, ovviamente, dal momento in cui inizia la pressione sul freno. A 30 km all'ora, invece, lo spazio si riduce a 13,5 metri. La metà. Quindi, non solo riusciremo con ogni probabilità ad evitare un ostacolo ma, in caso non ci riuscissimo, la velocità d’impatto sarebbe ben più bassa.

Le Zone 30 in Italia si possono realizzare in qualsiasi città, purché nelle strade adiacenti il limite di velocità sia di 50 chilometri orari. Ma sono decisioni su base comunale. La Spagna invece ha cambiato il codice della strada: una bella differenza, sostanziale. In Italia è una forma di intervento urbanistico per la moderazione del traffico nella viabilità urbana introdotta nel 1995 all'interno delle direttive per la redazione dei Piani Urbani del Traffico (PUT). In Spagna da oggi la norma è più uniforme a livello nazionale.

Il limite di velocità a 20 o 30 km/h funziona

E' dimostrato che i 30 km/h funzionano, in teoria e in pratica. Gli appelli che i limiti di velocità nelle nostre città diventino una priorità a livello europeo sono numerosi, in prima linea ci sono da anniassociazioni come la FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta). La ECF (European Cyclist Federation) ha sostenuto e continuerà a sostenere una iniziativa dei cittadini europei per i 30 km/h.  L’iniziativa vuole impegnare la Commissione Europea a verificare la possibilità di istituire il limite di 30 km/h come velocità standard nelle aree urbane, non solo in poche vie.

Da una analisi sugli incidenti mortali di ciclisti a Londra di qualche anno fa, risultava che praticamente tutti gli incidenti mortali si erano verificati su strade con un limite di velocità di 48 km/h (30 miglia all’ora) o maggiore. Se è investito a 40 migliq all’ora (64,4 km/h), il 90 per cento dei pedoni viene ucciso. Se è investito a 20 miglia all’ora, (32 km/h), il 3 per cento dei pedoni viene ucciso. Secondo il British Medical Journal l’introduzione di zone a 20 miglie all’ora (32 km/h) su un periodo di vent’anni (1986 – 2006) ha migliorato in modo significativo la sicurezza stradale per tutti gli utenti di tutte le modalità di trasporto ed età. In particolare, per quanto riguarda i bambini, il dato è che il numero di bambini sotto i 15 anni rimasto ucciso o ferito gravemente si è ridotto della metà nelle aree in cui il limite di velocità è ridotto a 20 miglie all’ora (32 km/h).

Postilla: si è portati a pensare che una diminuzione a 30 km/h del limite di velocità porti a un aumento consistente dei tempi di viaggio. In realtà, a causa di fattori come il traffico cittadino, i semafori, gli attraversamenti pedonali, la presenza di pedoni e ciclisti, i passaggi a livello e la ricerca di parcheggio, i tempi di percorrenza aumentano solo di poco. Secondo uno studio a Madrid si è misurata una velocità media di 16,1 km/h nelle zone 30 e di 16,2 km/h nelle zone 50.

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