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Lunedì, 24 Giugno 2024
Sanità su misura

Liste d'attesa pilotate per favorire gli amici: medici e infermieri denunciati

I carabinieri del Nas hanno controllato la gestione di 3.884 liste di attesa e agende di prenotazione in ospedali e strutture private accreditate. Cosa è emerso

Sanità "su misura" con pazienti favoriti rispetto ad altri nell'accesso a visite specialistiche ed esami col Servizio sanitario pubblico. È quanto scoperto dai carabinieri del Nas (nucleo anti sofisticazioni) che nei mesi di luglio e agosto hanno svolto controlli da Nord a Sud per verificare la gestione delle liste di attesa. Sono stati denunciati in 26 tra medici e infermieri. Tra loro, 9 medici avrebbero favorito conoscenti e propri pazienti privati, stravolgendo le liste d'attesa. Sono ritenuti responsabili di reati di falsità ideologica e materiale, truffa aggravata, peculato e interruzione di pubblico servizio. In 195 casi le agende di prenotazione erano state sospese o interrotte con procedure non consentite.

I Nas hanno controllato complessivamente la gestione di 3.884 liste di attesa e agende di prenotazione. Le ispezioni sono state eseguite presso presidi ospedalieri e ambulatori delle aziende sanitarie, compresi gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, nonché presso le strutture private accreditate. Lo scopo dei controlli era quello di accertare il rispetto dei criteri previsti dal Piano nazionale di governo delle liste di attesa (Pngla), stilati per assicurare un corretto accesso alle prestazioni fornite dal Servizio sanitario pubblico e uniformare un'equa e tempestiva erogazione dei servizi sanitari a favore dei cittadini.

Tra i casi più rilevanti, i Nas di Milano, Torino Perugia e Catania hanno deferito 9 medici "per aver favorito conoscenti e propri pazienti privati, stravolgendo le liste d'attesa, consentendo loro di essere sottoposti a prestazioni in data antecedente rispetto alla prenotazione ed eludendo le classi di priorità".

Il Nas di Reggio Calabria ha deferito, per l'ipotesi di peculato, 3 medici di aziende sanitarie accusati di avere lavorato presso un poliambulatorio privato "sebbene contrattualizzati in regime esclusivo con le aziende sanitarie pubbliche.

Il Nas di Perugia ha invece individuato un medico radiologo che si sarebbe messo in malattia per lavorare in un altro ospedale. Due infermieri avrebbero invece fatto esami ematici a favore di privati attestando falsi ricoveri.

L'ispezione ha fatto emergere 1.118 situazioni di affanno nella gestione delle liste di attesa e superamento delle tempistiche imposte dalle linee guida del Piano nazionale, pari al 29% di quelle esaminate. Tra le cause più frequenti degli sforamenti delle tempistiche sono state accertate, su 761 agende, carenze funzionali e organizzative dei presidi ospedalieri e degli ambulatori, diffusa carenza di personale medico e tecnici specializzati che, unitamente alla mancanza di adeguati stanziamenti e attrezzature, ha determinato il rallentamento dell'esecuzione di prestazioni sanitarie. Come in un effetto domino, si rileva il mancato rispetto delle classi di priorità (urgente, breve e differibile) ricollocate, in 138 casi, in tempistiche entro i 120 giorni (programmabili), non compatibili con i criteri di precedenza e urgenza.

In 195 situazioni i Nas hanno riscontrato la sospensione o la chiusura delle agende di prenotazione, in parte condotte con procedure non consentite oppure determinate dalla carenza o assenza di operatori senza prevederne la sostituzione. In questo contesto, gli accertamenti svolti dai Nuclei di Palermo, Reggio Calabria, Latina e Udine hanno consentito di rilevare condotte dolose e ora 14 dirigenti e medici sono stati denunciati perché ritenuti responsabili del reato di interruzione di pubblico servizio, "per aver arbitrariamente chiuso in modo ingiustificato le agende di prenotazione a luglio-agosto, posticipando conseguentemente le prestazioni diagnostiche, al fine di consentire al personale di poter fruire delle ferie estive o svolgere indebitamente attività a pagamento".

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Un dirigente medico di un'Asl della provincia di Roma, responsabile degli ambulatori di gastroenterologia e colonscopia per cui vi fosse indisponibilità presso l'intera Asl, è accusato di esercitare le medesime prestazioni in attività intramoenia extramuraria - regolarmente autorizzata - presso un poliambulatorio privato, con una programmazione fino ad 8 esami giornalieri. Sono state anche individuate 21 irregolarità nello svolgimento di attività intramoenia per esubero delle prestazioni concordate con le Asl e omesse comunicazioni sullo svolgimento delle attività esterne da parte dei medici pubblici.

Il Nas di Palermo, indagando sul blocco delle prenotazioni in un ospedale palermitano, ha denunciato tre medici ritenuti responsabili di interruzione di pubblico servizio. Avrebbero sospeso le prestazioni di gastroenterologia ma  contemporaneamente avrebbero svolto attività libero professionale "determinando arbitrariamente volumi superiori a quelli consentiti transitandoli in prestazioni a pagamento a carico del paziente".

Un dirigente medico referente per la radiologia di 3 ospedali della provincia di Udine è stato segnalato per avere disposto "l'arbitraria sospensione delle agende di prenotazione delle prestazioni di mammografia, al fine di consentire la fruizione di periodi di ferie al personale".

Un ulteriore aspetto emerso dai controlli è la mancata adesione di cliniche e ambulatori privati, già convenzionati, nel sistema di prenotazione unico delle Aziende sanitarie o a livello regionale, aspetto che riduce la platea di strutture utili per l'erogazione delle prestazioni mediche specialistiche e diagnostiche.  

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