Mercoledì, 2 Dicembre 2020
Maltempo

Nubifragio di Livorno, trovato il corpo della donna dispersa

Martina Bechini era una delle due persone date per disperse dopo gli allagamenti di ieri. Suo marito, Filippo Meschini, è riuscito a salvarsi. I dettagli

Immagine d'archivio

E’ stato trovato il corpo di Martina Bechini, una delle due persone date per disperse a seguito del nubifragio che ha investito Livorno. Il ritrovamento è avvenuto in zona Tre Ponti da parte dei carabinieri. Martina aveva 34 anni. Suo marito, Filippo Meschini era riuscito invece a salvarsi. La furia dell’acqua aveva travolto la loro abitazione in via Garzelli. Salgono così a sette le vittime accertate. L’altro disperso è Gianfranco Tampucci, che viveva in un terra-tetto in via D’Alò, investito dall’esondazione di un corso d’acqua.

Le vittime 

Quattro le vittime in un seminterrato in via Nazario Sauro, una bambina, i genitori e il nonno. Tutti i componenti della famiglia Ramacciotti sono stati uccisi dall'acqua e il fango, l'unica a salvarsi è stata la più piccola di appena 3 anni. Roberto Ramacciotti e suo figlio Simone, rispettivamente nonno e padre della piccola che si è salvata, lavoravano come assicuratori a Empoli. Nell'appartamento di Livorno hanno perso la vita anche la moglie di Simone e suo figlio maggiore. Un altro cadavere è stato trovato in via della Fontanella, mentre un automobilista è morto travolto dal fango. 

Polemiche tra Rossi e Nogarin

Questa mattina il governatore Enrico Rossi ha risposto al sindaco di Livorno Filippo Nogarin che ieri si era lamentato per la mancata segnalazione di un codice rosso, anzichè arancione per il maltempo.

"Il sistema di allerta è stato codificato - ha detto Rossi intervenendo a Radio 1 -. A livello nazionale la protezione civile ha stabilito codici uguali per tutti. Si può essere antisistema, ma i codici, quando sono stabiliti, valgono per tutti". D'altronde, fa notare, "il sindaco di Pisa, con lo stesso codice, ha dato l'allerta". Quello che è accaduto ieri con la concentrazione in poche ore di oltre 200 millimetri di pioggia, però, "non è una situazione straordinaria, ma che si ripete". 

Il presidente dell'Ordine dei geologi della Toscana Riccardo Martelli ha detto "una quantità simile di acqua non la gestisci in ambiente urbano. Un evento analogo in area aperta, come è successo qualche giorno fa a Roccastrada, magari provoca allagamenti, danni alla viabilità, ma sicuramente non si porta dietro un numero di vittime come è accaduto Livorno. Ogni sforzo che vada nella direzione di una corretta pianificazione territoriale è fondamentale per gestire gli effetti di questi eventi". A parere di Martelli era quindi difficile prevedere gli effetti di una bomba d'acqua del genere. 

Martelli ha poi parlato delle cause dell'alluvione "Certamente i torrenti tombati sono punti critici in un contesto urbano, ma è presto per fare valutazioni - ha detto il presidente dell'Ordine -. Quello che possiamo dire è che un evento di simile portata provoca un disastro con effetti che sembrano quelli di un attentato, improvvisi e devastanti".

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