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Sabato, 4 Dicembre 2021
Il caso

Locri, si ritira la squadra di calcio femminile: "Chiudiamo per mafia"

Dopo una serie di "avvertimenti" in stile mafioso, il presidente dello Sporting Locri non torna indietro malgrado gli appelli di Figc e Coni: "Se qualcuno è disposto a rilevare la società la cedo gratis". I dirigenti della squadra sono sotto scorta

Minacce e biglietti anonimi recapitati ai dirigenti. In pieno stile mafioso. E' durata solo sei anni, malgrado gli ottimi risultati e l'entusiasmo crescente, l’avventura dell’Asd Sporting Locri, società di calcio femminile a 5 che ha annunciato il ritiro dal campionato nazionale di serie A Elite.

A sancire l’epilogo inatteso, nel pieno delle feste natalizie, è stato il presidente della società Ferdinando Armeni dopo la sequela di avvertimenti in stile mafioso, con frasi minacciose e inviti espliciti a "farsi da parte", contenuti in alcuni biglietti anonimi fatti recapitare allo stesso Armeni e ad altri dirigenti dello Sporting Locri. Nell'ultimo messaggio trovato sul cruscotto dell’auto del presidente, lasciata anche con uno pneumatico lacerato, c’era scritto: "Forse non siamo stati chiari. Lo Sporting Locri va chiuso".

Tutti gli episodi sono stati denunciati a carabinieri e polizia. "Siamo senza parole - dice Armeni - dal momento che il nostro è solo un hobby. Non riusciamo a capire, tuttavia, quali interessi ci possano essere da parte di chi vuole ostacolare un’attività sportiva come questa!". "Ringrazio tutti per la vicinanza ed il sostegno, ma la serenità non c'era prima e non c'è ora per cui non torno indietro. Se qualcuno è disposto a rilevare la società la cedo gratis". Così il presidente Armeni conferma il ritiro della squadra per le minacce subite.

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"Locri deve giocare. Il 10 gennaio voglio vedere le ragazze in campo". Giovanni Malagò, presidente del Coni, aveva espresso la sua solidarietà alla squadra femminile di calcio a 5 costretta a lasciare l'attività a causa delle minacce. "Lo sport italiano è al fianco della società e delle atlete che non devono assolutamente cedere a questi vergognosi gesti". Il prefetto di Reggio Calabria Claudio Sammartino ha disposto "adeguate misure di protezione" nei confronti della dirigenza della squadra. Gli stessi dirigenti saranno sentiti nei prossimi giorni in sede di Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica convocato dal prefetto.

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