Lombardia Film Commission: i tre commercialisti della Lega arrestati

Arturo Maria Scillieri, Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni sono da ieri agli arresti domiciliari. Ai tre professionisti sono stati contestati a vario titolo i reati di peculato, turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte

Arturo Maria Scillieri, Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni, i tre commercialisti vicini alle Lega e coinvolti nell'inchiesta milanese sulla Lombardia Film Commission e la compravendita di un immobile a Cormano nel Milanese sono da ieri agli arresti domiciliari. Ad eseguire l'ordinanza di custodia cautelare che riguarda anche Fabio Giuseppe Barbarossa, sono stati i militari del nucleo di Polizia economico-finanziario della Guardia di Finanza. pomeriggio sono agli arresti domiciliari.

Lombardia Film Commission: i tre commercialisti della Lega arrestati

Ai tre professionisti sono stati contestati a vario titolo i reati di peculato, turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Tramite l'ufficio stampa del gruppo del Senato i leghisti si sono detti "assolutamente tranquilli, finirà in nulla come tante altre inchieste che cercavano soldi in Russia, in Svizzera o in giro per il mondo che non c'erano".

I tre commercialisti sono collegati al Carroccio perché nello studio di Scillieri è stato registrato e domiciliato nel 2017 il movimento "Lega per Salvini premier" e Di Rubba è l'ex revisore dei conti del partito di Salvini alla Camera. Barbarossa, cognato di Scilieri secondo l'accusa avrebbe avuto un ruolo di consulente nell'operazione che per il pm Stefano Civardi e l'aggiunto Eugenio Fusco, avrebbe drenato fondi pubblici per circa 800 mila euro - la Regione Lombardia ai temp guidata da Roberto Maroni aveva stanziato per la sua partecipata un milione - dispersi poi in vari rivoli di cui si sta cercando di capire su quali società e su quali conti siano rimbalzati e dove siano effettivamente finiti.

Nell'inchiesta, che corre in parallelo con quella genovese sui 49 milioni di euro spariti, a luglio era stato fermato e poi arrestato Luca Sostegni, 62 anni, ritenuto il prestanome dei tre professionisti accusato anche di estorsione in procinto di fuggire all'estero. Come si evince dalle imputazioni Scilieri (con il cognato risponde anche del reato tributario) sarebbe stato l'amministratore di fatto della Paloschi srl, la società che ha ceduto l'immobile ad Andromeda per 400 mila euro e che a sua volta è stato acquisito da Lombardia Film Commission al doppio proprio, secondo l'ipotesi, per drenare denaro pubblico. 

L'inchiesta , nell'ambito della quale la scorsa settimana è stato interrogato Manzoni e per domani mattina era atteso dai pm Di Rubba, punta ad approfondire dove sia finita parte della "provvista" dello "schema illecito", tra cui i 250mila euro passati sui conti della fiduciaria Fidirev, e se siano state messe in piedi altre operazioni e col sospetto di 'fondi neri'.

L'accusa di peculato per Lombardia Film Commission

Nel corso degli accertamenti di inquirenti e investigatori sono venute a galla strutture societarie "complesse", messe in piedi da Di Rubba e Manzoni, e attraverso le quali ci sarebbero stati trasferimenti di denaro verso la Svizzera e inoltre dalla deposizione ai pm dell'ex direttore di una banca a Seriate (Bergamo) è emerso che i due commercialisti, a cui sono riconducibili numerose società , avrebbero chiesto di aprire "conti" intestati ad "associazioni regionali" del Carroccio, articolazioni territoriali del partito, cosa che però non andò in porto.

Il Corriere della Sera spiega oggi che secondo l'accusa gli 800 mila euro vennero spartiti in diversi rivoli con l’obiettivo finale di farli confluire nelle tasche dei tre commercialisti (gli inquirenti ipotizzano anche il reato di riciclaggio) attraverso un’operazione, scrisse Fanales confermando il fermo di Sostegni, che doveva essere «lo schermo giuridico» per celare «l’impossessamento» di fondi pubblici.

Dopo soli tre mesi dal bando, Lfc avviò la ricerca di immobili per la nuova sede fissando parametri che, dice l’accusa, erano quelli del capannone della Andromeda. Che, infatti, venne selezionato, scelto e acquistato, sostengono gli inquirenti, ancora prima della stipula dell’atto di vendita, che avverrà solo nel settembre 2018. In questo modo i venditori, ipotizzano gli inquirenti, l’hanno potuto consegnare ristrutturato con i soldi della Regione.

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Per l’accusa, il capannone fu acquistato ad un prezzo doppio di quello di mercato consentendo ad Andromeda di realizzare «un beneficio irragionevole e sproporzionato», evidenzia Fanales. La Finanza ha acce rtato ch e Di Rubba e Manzoni hanno incassato circa 420 mila euro, altri 134 mila sono andati a Scillieri attraverso Andromeda, 202 mila alla Barachetti Service, una impresa attiva nell’ambiente leghista che ha fatto la ristrutturazione, il resto si esaurisce in spese varie.

La doppia fregatura delle mascherine pannolino (con i soldi dei lombardi)

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