Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca Milano

La Lombardia a rischio e i contagi raddoppiati a Milano

L'indice Rt è ai livelli di guardia. Una mail segreta ipotizza chiusure anticipate per gli esercizi commerciali, didattica a distanza per le scuole e smart working per tutti. L'appello ai giovani lombardi: "Rinunciate all'happy hour per 2-3 settimane. Milano oggi ha i guai maggiori"

Una mail "segreta" ma finita oggi sulle pagine del Messaggero spiega la situazione difficile a Milano e in Lombardia, dove la curva dei contagi da coronavirus Sars-Cov-2 è in salita costante. In un messaggio di posta elettronica inviato alla squadra di esperti della Regione che sta seguendo il dossier Covid-19, Marco Trivelli, attualmente direttore generale dell’assessorato alla Sanità, si sarebbe fatto portavoce delle richieste dei vertici della Regione.

La Lombardia a rischio e i contagi raddoppiati a Milano

Fra le ipotesi allo studio quella di "rendere più restrittive alcune limitazioni a bar, ristoranti e trasporti nelle città maggiormente interessate dall’incremento della curva dei contagi, come ad esempio Milano". I punti più caldi sono stati esaminati durante una riunione convocata ieri. Dove, racconta invece il Corriere della Sera, si è ragionato anche intorno a un fatto ben preciso: l'indice di contagio RT, secondo gli ultimi dati dell’Ats, l’Agenzia di tutela della Salute che ha il compito di sorveglianza sanitaria, è arrivato a 1,48. La soglia di allerta fissata dal ministero della Salute è 1,50. 

Il bollettino della Protezione Civile di ieri dava o 363 positivi di cui 184 a Milano città. Ma è la tendenza settimanale a fare paura: la stima è di 3200 nuovi contagi previsti tra Milano e Lodi nella settimana che va dall'11 al 18 ottobre. E questi numeri non si vedevano da marzo. Solo in città se ne stimano 1900 anche se va sottlineato che il numero di persone sottoposte al test è di 7mila al giorno mentre erano 2mila in primavera. Nella settimana tra il 4 e il 10 ottobre i casi sono raddoppiati rispetto alla precedente (2086 contro 966). Il direttore generale dell’Ats Walter Bergamaschi spiega: "L’attenzione è massima perché la curva sta salendo con rapidità e siamo lontani dal picco". 

I dati sull’età dei nuovi contagiati dicono che dal 6 settembre all’8 ottobre sono risultati positivi: 222 bambini tra gli 0 e i 9 anni, 315 tra i 9 e i 19, 576 tra i 20 e i 29, 566 tra i 30 e i 39, 543 tra i 40 e i 49, per poi scendere sopra i 50 anni. Insomma, i più colpiti sono i bambini eiloro genitori, insieme con i giovani.

Cosa bisogna fare per fermare il contagio? Nella mail di Trivelli si parla anche di una "riduzione del carico sul trasporto pubblico attraverso l’utilizzo della didattica a distanza nelle scuole secondarie di secondo grado e lo smart working in ogni contesto applicabile". Ma sono ipotesi, si è precipitato a precisare il Dg. La crescita del coronavirus a Milano e in Lombardia invece è una realtà. 

L'appello ai giovani lombardi: "Rinunciate all'happy hour per 2-3 settimane"

Il coordinatore dell'Unità di crisi della Regione Lombardia per le terapie intensive, Antonio Pesenti, invita i giovani a rinunciare per almeno due o tre settimane all'happy hour per contenere la ripresa dei contagi a Milano. In una intervista al Corriere della Sera dice: "Milano, fra le città lombarde, oggi ha i guai maggiori. Sei mesi fa la metropoli è stata risparmiata da quello che è accaduto a Bergamo. Ma quello scenario riportato qui sarebbe un gravissimo problema sanitario perché allora per curare i malati gravi Covid (a Bergamo, Brescia e Lodi) abbiamo usato tutte le terapie intensive regionali".

"Al momento - dice ancora Pesenti - non conosciamo il reale numero degli infetti, e questi dati non ce li può dare nessuno, nonostante tracciamenti e tamponi. Si tratta di stime; le uniche armi efficaci sono preventive: distanziamento sociale e mascherina. Se verranno prese le decisioni giuste siamo ancora in grado di contenere la curva dei contagi". Per fronteggiare l'emergenza bisognerebbe individuare in maniera molto rapida e "trattare il maggior numero possibile di focolai che si concentrano ora nelle famiglie; in più dobbiamo evitare in ogni modo di sovraccaricare gli ospedali. Già oggi i pronto soccorso del Milanese sono in affanno: non appena arriva un malato Covid i protocolli bloccano di fatto la normale attività. Sono necessarie scelte tempestive per non ritrovarci in difficoltà molto peggiori nel pieno dell'inverno".

Proprio per ridurre gli assembramenti, dice ancora Pesenti, "i giovani dovrebbero rinunciare subito, per due o tre settimane, all'happy hour. Adesso si chiederebbe loro un sacrificio modesto. Se Milano dovesse vivere la situazione di marzo ed aprile la gestione sanitaria sarebbe molto complessa".

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