Martedì, 28 Settembre 2021
Bimbo morto a Ragusa

Loris, deputato visita Veronica in cella: "Un corpicino tremante su una brandina"

Il deputato di Scelta Civica, Andrea Vecchio, ha visitato la mamma di Loris nel carcere di Catania. L'urlo della donna: "Sono innocente". Il racconto del parlamentare: "Era su una brandina sotto al muro, con una coperta di lana addosso"

ROMA - Non ha voglia di sorridere, forse non ne ha la forza. Non riesce a pensare ad altro. Non riesce a staccare i suoi occhi dal vuoto che l'ha "risucchiata" da quel ventinove novembre scorso: dall'inizio dell'incubo. Veronica Panarello, la venticinquenne in carcere con l'accusa di aver ucciso suo figlio, il bimbo di otto anni, Andrea Loris Stival, riesce solo a ripetere che è innocente. Lo dice quasi ossessivamente al deputato di Scelta Civica, Andrea Vecchio, che ha deciso di visitarla nel penitenziario di Catania nel quale è rinchiusa da ormai una settimana. 

"Sono qua dentro, innocente. Nessuno mi crede, nessuno mi vuole credere - ha detto la venticinquenne all'uomo - I giornali non riportano tutta la verità. Io sono innocente ma nessuno mi vuole credere". Il deputato, che ha incontrato Veronica venerdì scorso, ha raccontato lunedì in una conferenza stampa quei pochi minuti trascorsi con la donna. 

"Ai miei occhi, su una brandina addossata al muro con addosso una coperta di lana giaceva un corpicino tremante e rannicchiato - ha spiegato Vecchio - Ha sollevato la coperta e ha fatto cenno di alzarsi. Sotto la coperta indossava i vestiti, una maglietta, un pullover e un paio di pantaloni. Ai piedi indossava un paio di calze a righe orizzontali. Le ho chiesto - ha raccontato il deputato - di rimanere seduta. Capelli lisci, quasi sulle spalle, due labbra esili serrate, due grandi occhi scuri, quasi neri, sbarrati nel vuoto, a tratti rivolti a noi".

Alla professione d'innocenza, ha riferito il parlamentare nel suo racconto, la direttrice del carcere ha interrotto la Panarello ricordando che nei colloqui non si può parlare dei motivi per i quali ci si trova rinchiusi. Allora, Vecchio ha provato a cambiare discorso. "Come stai, come ti senti?", le ha chiesto. "Come posso stare qua dentro, con il peso che ho?", la risposta, secca. "Fai un sorriso". "Come posso sorridere - ha replicato la donna - con il peso che ho?". 

Quindi, un nuovo tentativo. "Sei andata a scuola? Cosa hai studiato?". E qui la mamma di Loris un po' si "apre". "Ho frequentato la scuola d'arte, al secondo anno mi sono fermata. So disegnare, mi piace molto disegnare". Vecchio le ha promesso di farle avere un album da disegno e dei colori e la visita si è chiusa con un abbraccio nel quale, ha spiegato l'esponente Sc, "tento di trasmettere quel poco di calore umano del quale sono capace. Il suo corpo vibra, trema. L'abbraccio è veloce, la saluto, le stringo la mano, le dico 'Coraggio, fatti forza'".

"Se è colpevole che sconti la sua pena sperando che sia trasferita in un carcere che abbia la stessa umanità che ho trovato nel carcere di Catania. Speriamo che faccia un percorso rieducativo che la metta a confronto con le realtà dure e amare della vita. L'ho lasciata - ha concluso Vecchio - le mani tese quasi a chiedermi: portami con te".

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