Lunedì, 27 Settembre 2021
Bimbo morto a Ragusa

Loris, Veronica scrive al marito: "Mi hai deluso, non sono stata io"

La mamma del piccolo ucciso a Santa Croce Camerina prende carta e penna e scrive a suo marito dal carcere: "Sono amareggiata dal tuo comportamento, come puoi credere sia stata io"

ROMA - Da carnefice, o presunta tale, a vittima. Una vittima, così si sente lei, che combatte ogni giorno con il dolore per un figlio che non tornerà mai più e la rabbia per un marito, e una famiglia, che sembrano averla abbandonata. Non cambia il suo mantra, Veronica Panarello, la venticinquenne di Santa Croce Camerina in carcere con l'accusa di aver ucciso suo figlio di otto anni Andrea Loris Stival, il ventinove novembre scorso. Non cambia la sua linea e non abbandona la sua convinzione, la sua verità. "Non sono stata io", aveva ripetuto più e più volte agli inquirenti, che alla fine non le hanno creduto e l'hanno arrestata. "Non sono stata io", ripete oggi a suo marito Davide Stival, in una lettera che lei stessa ha scritto dalla cella del carcere di Catania in cui si trova al momento e che TgCom24 ha pubblicato in esclusiva

"Caro Davide, sono amareggiata profondamente dal comportamento che hai avuto nei miei confronti" recrimina subito la donna nella lettera. Parole, accuse, che evidentemente rimetteranno in dubbio tutte le già precarie convinzioni di Davide, che solo ieri aveva spiegato di "non sapere più a cosa e a chi credere".

"Come puoi credere che io abbia potuto uccidere nostro figlio?", lo incalza la donna. "Tu sai che mamma sono stata io e quale affetto abbia avuto per i nostri bambini - prosegue la lettera -. E' un'atroce sofferenza la morte di Loris, così come atroce sofferenza è la mia carcerazione". Veronica, insomma, ribadisce la sua innocenza ed evidenzia quel rapporto speciale che c'era tra lei e il suo Loris: un'intesa, un amore che anche Davide aveva confermato. 

Qualcosa però, secondo gli inquirenti, in quell'amore è successo. Tanto che Veronica, per l'accusa, ha strangolato suo figlio e ne ha nascosto il cadavere. Tutte accuse che lei, dal carcere, respinge. "Mi sento sola e abbandonata da tutti - dice a suo marito - Oggi è il compleanno del nostro figlio più piccolo ed anche a lui va il mio pensiero". 

Quindi, le ultime parole. Sempre le stesse, come in un drammatico appello che ritorna: "Sono innocente, assolutamente innocente. Ti prego di credermi. Io so - conclude Veronica Panarello - che tu nel tuo core mi consideri innocente".

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