Giovedì, 28 Ottobre 2021
Le indagini

Luca Morisi indagato per cessione di droga: in casa anche piccole quantità di cocaina

L’ex guru della comunicazione di Matteo Salvini è iscritto nel registro degli indagati della Procura di Verona. Durante una perquisizione nella sua casa nel veronese i carabinieri hanno trovato anche un modesto quantitativo di cocaina, compatibile con l’uso personale

Sono ancora diversi i punti da chiarire in merito alla vicenda di Luca Morisi, l'ex guru della comunicazione di Matteo Salvini indagato dalla Procura di Verona per cessione di stupefacenti. Una vicenda, ha confermato il procuratore della Repubblica di Verona Angela Barbaglio, che risale ad alcune settimane fa, intorno a Ferragosto, nell'ambito di un controllo dei carabinieri di San Bonifacio. "A un'auto con tre ragazzi a bordo è stato trovato un flacone con del liquido che a detta degli stessi ragazzi era una sostanza stupefacente, data loro da Luca Morisi. Sulla natura di questa presunta sostanza stupefacente siamo in attesa del risultato delle analisi di laboratorio dei Carabinieri, e per questo motivo Morisi è stato iscritto nel registro degli indagati per supposta cessione di sostanza stupefacente", ha spiegato Barbaglio, la quale ha riferito inoltre che "i carabinieri hanno svolto una perquisizione del domicilio di Morisi a Belfiore d'Adige, dove hanno trovato una piccola quantità di cocaina per uso personale, e questa detenzione configura solo un illecito amministrativo e non penale". Morisi non è stato ancora sentito dal pm titolare dell’indagine.

Appena pochi giorni fa Luca Morisi aveva lasciato il ruolo di social media manager del leader della Lega, motivando la decisione con la "necessità di staccare per un po' di tempo per questioni famigliari". Oggi, dopo la notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati a Verona, Morisi ha replicato: "Non ho commesso alcun reato ma la vicenda personale che mi riguarda rappresenta una grave caduta come uomo". Su Facebook Matteo Salvini ha commentato la notizia esprimendo solidarietà a Morisi. "Ha fatto male a se stesso più che ad altri", ha scritto il leader della Lega, ribadendo che "amicizia e lealtà per me sono la vita" e che quando un amico cade va aiutato ad alzarsi.

Le reazioni politiche

La vicenda di Luca Morisi ha scatenato ovviamente diverse reazioni politiche. Se da un lato Matteo Salvini ha detto detto in pubblico di non voler commentare quella che ha definito una "vicenda personale", dopo aver detto la sua su Facebook, dall'altro c'è invece chi ha commentato quanto accaduto, ricordando il ruolo che Morisi e la 'Bestia' hanno avuto nella comunicazione politica in Italia.

"La risposta naturale sarebbe quella di ricambiare con la stessa moneta, con l'ironia e le calunnie. Potremmo accendere anche noi la 'Bestia' nei confronti di chi l'ha creata. Io non penso sia corretto. Lo penso perché credo che questo sistema abbia contribuito a far degenerare il clima politico e che sia doveroso uno sforzo da parte di tutti noi per marcare una differenza", ha detto in una nota l'europarlamentare del Partito Democratico Pina Picierno. Stesso monito anche dal leader di Italia Viva Matteo Renzi: "Non faremo a Morisi quello che la Bestia ha fatto a noi in vicende molto meno serie - ha detto - Noi siamo orgogliosamente rispettosi della persona umana e della civiltà della politica", mentre la ministra per le Politiche giovanili, la grillina Fabiana Dadone, si chiede: "Chi citofonerà a Salvini", ricordando quando il leader della Lega andò di persona in diretta Facebook a citofonare ad alcune persone accusate di essere "presunti spacciatori" alla periferia di Bologna. "Scagli la prima pietra chi è senza peccato - ha aggiunto Dadone - La fragilità è parte dell'essere umano, il perbenismo e gli insulti da bar sport invece ci impediscono di affrontare i problemi reali di questo Paese in tutta la loro complessità".

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