Lunedì, 8 Marzo 2021

Luca Sarti: il carabiniere assolto dall'accusa di aver stuprato una studentessa

"Finalmente posso tornare a far parte della mia Arma" dice oggi il maresciallo capo. In primo grado era stato condannato a 6 anni e 6 mesi di reclusione oltre al risarcimento dei danni, poi l'assoluzione in appello. La sentenza della Cassazione ora chiude il caso

Le sue parole sono quelle di un uomo che si è sempre detto innocente. "Ho sempre creduto nella giustizia. La Corte di Appello di Bologna mi aveva già assolto, la Cassazione ha messo la parola fine a questo incubo. Finalmente posso tornare a far parte della mia Arma": lo dice all'agenzia di stampa AdnKronos Luca Sarti, 45enne maresciallo capo dei carabinieri. E' di poche ore prima la notizia della pronuncia della Suprema Corte che ieri sera, bocciando il ricorso presentato dal Procuratore generale e dalla parte civile contro la sentenza emessa dalla Corte d'Appello di Bologna, lo ha scagionato definitivamente dall'accusa di violenza sessuale ai danni di una studentessa di 21 anni.

Luca Sarti è stato assolto

La vicenda risale a 8 anni fa. Era il 17 febbraio 2012 quando Sarti, allora in servizio in un Reparto Carabinieri in provincia di Modena, il militare all'epoca 37enne, passò la serata in un locale pubblico insieme a due colleghi. Durante la serata gli amici incontrarono tre ragazze, tra le quali la parte offesa nel processo. Passata la serata insieme, imputato e presunta vittima, consumarono un fugace rapporto sessuale in bagno. La studentessa, sebbene avesse la possibilità di andare a casa con un'amica, decise di farsi accompagnare dai due carabinieri, tra i quali Sarti, al quale mandò subito un messaggio con un sorriso un'ora dopo averlo salutato.

Poi Sarti non le scrisse per tre giorni, non presentandosi all'appuntamento che si erano dati per il pomeriggio successivo, e quando si decise a contattarla il tono della ragazza, come rilevato dalla difesa dell'imputato, era cambiato decisamente. Ne seguì la denuncia presentata nella Questura di Modena, per i fatti accaduti nella discoteca. Il 31 maggio 2013, in sede di incidente probatorio, venne sentita la persona offesa e, all'esito delle indagini preliminari, il Pubblico ministero chiese il rinvio a giudizio del maresciallo per violenza sessuale.

In primo grado era stato condannato a 6 anni e 6 mesi 

In primo grado condannato a 6 anni e 6 mesi di reclusione oltre al risarcimento dei danni, Sarti fece ricorso e la Corte d'appello di Bologna lo assolse per insussistenza del fatto. Ieri sera, pochi minuti dopo le 20, la pronuncia della Suprema Corte.

"La sentenza della Cassazione restituisce alla vita civile e al servizio nell'arma dei Carabinieri il maresciallo Sarti - commenta l'avvocato difensore Giorgio Carta - che si era visto ingiustamente accusare di uno dei reati più spregevoli ed era stato perciò sospeso dal servizio, con conseguente dimezzamento dello stipendio". "Non mi sorprende la sentenza di assoluzione, ma la pesante condanna subita in primo grado a fronte di intercettazioni e di messaggi che lasciavano chiaramente intendere che si era trattato di un rapporto sessuale consensuale. Soprattutto, credo, abbia pesato il messaggio che la denunciante aveva inviato all'imputato poco dopo il suo riaccompagnamento a casa, con il quale lei chiedeva conferma dell'appuntamento preso per il giorno dopo, peraltro seguito dall'emoticon di un sorriso, segno inequivocabile del fatto che non vi era stata alcuna coartazione né violenza".

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