Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca Italia

La mafia non è morta con Riina: tentacoli su calcio, sanità e appalti

Per la commissione Parlamentare antimafia la fase di transizione che si è formalmente aperta in Cosa Nostra subirà un'accelerazione a breve. La presidente Rosy Bindi lancia l'allerta: "Astensionismo primo regalo alle mafie". Ecco come crescono i clan

Le mafie non risparmiano nessuno settore: dal calcio, alla sanità, agli appalti, agli enti locali. La presidente della Commissione Parlamentare antimafia, Rosy Bindi, ha tracciato un bilancio contenuto nella Relazione finale della Commisisone al Senato ponendo un campanello dall'allarme sullo sdoganamento dell'uso della violenza che sta avvenendo in campagna elettorale: "La mafia può permettersi di non sparare perché anche la società parla un linguaggio violento".

Bindi: "Astensionismo primo regalo alle mafie"

La presidente della Commissione Parlamentare antimafia, Rosy Bindi registrando l'assenza dei segretari di partito alla presentazione della relazione annuale, ha richiamato la politica a parlare più di lotta alla mafia nella campagna elettorale: "Non solo i mafiosi sono scomunicati dal Vangelo ma anche dalla Carta costituzionale, per questo la politica autentica non può non porre al primo posto la lotta alle mafie".

"L'astensionismo è primo regalo alle mafie e se la politica non trova strade buone per consenso buono finirà per aprire strade al consenso cattivo".

Ricordando come ad oggi siano rinchiusi in carcere in regime speciale di 41 bis circa 640 detenuti, Bindy parla del carcere duro come "un insostituibile perno della legislazione antimafia". 

Minniti: rischio concreto di condizionamenti mafiosi del voto

Il ministro dell'Interno, Marco Minniti ha rilevato come le mafie possano condizionare il voto libero nel nostro Paese: "E' un rischio concreto ed è per questo che di questi tempi non ci può essere un silenzio in campagna elettore".

Cosa Nostra è rafforzata dalla morte di Totò Riina

"Cosa Nostra è vitale in ciascuna provincia siciliana - si legge nella relazione antimafia - l'organizzazione ha mantenuto il controllo del territorio, gode ancora di ampio consenso, ed esercita tuttora largamente la sua capacità di intimidazione alla quale ancora corrisponde, di converso, il silenzio delle vittime". 

In questo quadro la morte di Totò Riina ha costituito paradossalmente un elemento di forza per Cosa nostra libera ora di ridarsi un organismo decisionale centrale, e quindi una strategia comune, finora ostacolata dall'esistenza di un capo che, in carcere a vita al 41-bis, né poteva comandare né poteva essere sostituito.

Per la commissione antimafia la fase di transizione che si è formalmente aperta subirà un'accelerazione a breve.

Sul fronte delle altre grandi organizazioni criminali la Relazione evidenzia come la 'ndrangheta sia stata "a lungo sottovalutata e considerata a torto una mafia subalterna e arretrata".

La 'ndrangheta leader mondiale del narcotraffico

La 'ndrangheta oggi è l'organizzazione criminale più ricca, agguerrita e potente. Profondamente radicata in Calabria, su cui esercita un asfissiante controllo del territorio e delle attività economiche e della pubblica amministrazione, la 'ndrangheta si è insediata in tutte le regioni del paese, anche se con gradi di penetrazione differenti, e mostra anche un marcato profilo transnazionale.

Leader mondiale nel traffico di stupefacenti, la 'ndrangheta ha rapporti privilegiati, se non addirittura esclusivi, con i principali cartelli di narcotrafficanti del Centro e Sud America, ed è l'organizzazione che meglio ha saputo sfruttare le opportunità della globalizzazione.

La relazione si sofferma sulla struttura unitaria dell'organizzazione riconosciuta dalla Cassazione solo in tempi recenti con la sentenza definitiva sul processo Crimine-Infinito; sulle modalità di colonizzazione dell`Italia settentrionale; sulle capacità di condizionare l`economia legale, grazie non solo al ricorso alla violenza e all'intimidazione, ma soprattutto alla convergenza di interessi con imprenditori senza scrupoli e alla rete di complicità con il mondo delle professioni e della politica locale.

"E' una 'ndrangheta affaristica, dinamica, duttile, flessibile, profondamente infiltrata anche nel vitale tessuto delle realtà più ricche e dinamiche del paese".

Camorra, rischi da ascesa di bande giovanili

L'intensa attività repressiva degli ultimi anni, che ha visto il declino di clan storici campani come quello dei casalesi, accentuando la frammentazione e atomizzazione della camorra senza tuttavia intaccarne l'aggressività.

Secondo la relazione antimafia la Camorra presenta una realtà criminale difficile da inquadrare in una definizione unitaria, e mai come oggi appare forte e dinamica, con un esteso controllo del territorio della regione Campania dove ha uno stretto rapporto con la politica e le istituzioni. Inoltre riveste un ruolo di primo piano nel mercato mondiale degli stupefacenti e nelle reti di distribuzione.

La relazione analizza il fenomeno emergente delle bande giovanili ormai sempre più diffuse e pericolosamente attive, soprattutto a Napoli, nella ricerca di un'ascesa criminale dentro i clan più strutturati.

Puglia, l'evoluzione dalla mafia barese e foggiana

La relazione antimafia descrive ampiamente l'evoluzione delle mafie pugliesi: se nella regione restano elementi della sacra corona unita, la mafia barese, con i sua spiccata somiglianza con la camorra napoletana, e soprattutto le violente mafie foggiane e garganiche, rappresento per la loro ferocia l'elemento di maggiore pericolosità, oltre che metafora della lunga sottovalutazione che ha consentito loro di crescere.

Roma, l'altra forma delle nuove mafie

Pensare che le mafie siano ancora solamente quelle nate e cresciute nel mezzogiorno d`Italia, impedisce di comprendere l'evoluzione dei sistemi criminali, anche di quelli tradizionali, la loro adattabilità e il mimetismo con cui sanno stare nel nostro tempo. La relazione sottolinea, a partire dalle vicende di Mafia capitale, l`importanza di riconoscere anche le forme `originali` di nuove mafie che - pur non mostrando le stesse forme di manifestazione e le caratteristiche organizzative della `ndrangheta, di cosa nostra, della camorra, e delle mafie pugliesi - esprimono ugualmente la capacità di intimidazione e assoggettamento di spazi economici, di ambiti sociali, di infiltrazione nella pubblica amministrazione; esse possono perciò rientrare a pieno titolo nelle fattispecie previste dall'art.416-bis.

Mafie, non solo italiane: il paese meta di ogni organizzazione criminale

Nigeriani, albanesi, maghrebini, serbi, kosovari, montenegrini, bulgari, romeni, cinesi, russi, georgiani, più le bande latinoamericane, e altri gruppi ancora, si sono inseriti in crescendo negli interstizi criminali della società italiana, esordendo a volte con lo svolgimento di attività minute e di piccolo, anche se diffuso, cabotaggio, per conquistare poi posizioni di rilievo e per nulla gregarie nella divisione del lavoro criminale.

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