Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca Italia

La mafia non è morta con Riina: tentacoli su calcio, sanità e appalti

Per la commissione Parlamentare antimafia la fase di transizione che si è formalmente aperta in Cosa Nostra subirà un'accelerazione a breve. La presidente Rosy Bindi lancia l'allerta: "Astensionismo primo regalo alle mafie". Ecco come crescono i clan

Le mafie allungano le mani sulla Sanità

La sanità è uno dei settori più importanti della pubblica amministrazione, muove risorse pubbliche e private significative, coinvolge una vasta platea di professionisti e operatori della salute, di aziende che producono farmaci e presidi di varia natura. Queste caratteristiche che rendono la sanità particolarmente attrattiva anche per la criminalità mafiosa e la relazione conclusiva illustra ampiamente i rischi di condizionamento al sistema della salute che ormai non riguarda più solamente le regioni meridionali, dove finora si sono registrati i sette casi di infiltrazione mafiosa di aziende sanitarie e ospedaliere, verificatisi in Calabria e Campania.

Anche il tessuto sanitario lombardo è risultato fortemente permeabile agli interessi della `ndrangheta. Le cosche sono riuscite a inserirsi all`interno di diversi segmenti del sistema sanitario: dagli appalti di fornitura alla direzione di importanti Asl, fino all`ingresso nella distribuzione dei farmaci con l`acquisto e la gestione di farmacie.

L`aggressione mafiosa al sistema di welfare è dettata da molteplici interessi che vanno dalla possibilità di riciclare e reinvestire capitali illeciti all`inserimento di persone affidabili tra il personale di ospedali e Asl, luoghi ideali anche per svolgere incontri riservati, fino al ricorso a medici e professionisti compiacenti per ottenere perizie o certificati sanitari falsi. Ma il mondo sanitario è soprattutto una fonte di legittimazione sociale e di potere, un bacino ideale per consolidare il consenso.

L'illegalità mafiosa è un fattore che mina la sostenibilità del sistema, ha un costo elevato sui livelli di tutela e intacca profondamente l`idea stessa del diritto alla salute. Le mafie - si sottolinea nella Relazione - non hanno alcun interesse al buon funzionamento del sistema, al contrario prosperano laddove si manifestano inefficienza e opacità delle procedure, dove prevale il disordine amministrativo e l`assenza di controlli, dove l`autonomia dei livelli politici e gestionali si traduce in discrezionalità, dove il merito lascia il posto al clientelismo. Il sistema sanitario non sempre ha saputo mettere in atto azioni di prevenzione e gestione dei rischi, e la commissione indica i punti di debolezza e i varchi che facilitano l`ingresso agli interessi criminali: l`impoverimento delle professionalità negli apparati amministrativi; la crescente privatizzazione di servizi e l`esternalizzazione del personale; la frammentazione dei modelli organizzativi, frutto di un regionalismo non governato, che ha prodotto un`eccessiva varietà nelle legislazioni regionali.

La relazione avanza alcune proposte per rafforzare i principi di legalità: verifiche più stringenti del rispetto della normativeantimafia negli appalti e subappalti; maggiore trasparenza e controllo nei contratti di acquisto per beni e servizi; possibilità di revocare l`accreditamento nei casi di strutture coinvolte in vicende di malaffare.

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