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Martedì, 30 Novembre 2021
Il caso

Protesta per il made in Italy: maialini davanti alla Camera

La “battaglia” si sposta dal Brennero a piazza Montecitorio. Coldiretti: "Su 170 camion fermati ieri, il 27% trasportava prodotti italiani fasulli"

ROMA - Ieri il blocco della frontiera al Brennero in difesa del made in Italy e oggi la protesta in Piazza Montecitorio. Se la Corte Costituzionale ieri ha bocciato il Porcellum, i porcellini, quelli veri, sono comparsi stamattina davanti alla Camera in compagnia di allevatori e coltivatori della Coldiretti per protestare contro le importazioni di bassa qualità spacciate come italiane.

Allevatori di tutte le regioni italiane hanno infatti portato dei maiali davanti al Parlamento per chiedere alle istituzioni di "adottarli" per salvare le stalle italiane. L’iniziativa è della Coldiretti nell’ambito della mobilitazione "La battaglia di Natale: scegli l’Italia", per combattere le imitazioni che fanno concorrenza sleale ai produttori italiani. Molti gli striscioni nella piazza che sintetizzano l’obiettivo della protesta. A sostenere gli allevatori ci sono sindaci, parlamentari, rappresentanti delle associazioni dei consumatori e molti cittadini incuriositi dall’insolita scena.

Al centro della piazza c’è un grande libro per raccogliere le domande di adozione dei maiali e di chi vuole salvare il vero prosciutto italiano, a simbolo della protesta. Solamente nel 2103, spiega la Coldiretti, si sono persi 8 mila posti di lavoro. «In Italia due prosciutti su tre provengono da maiali allevati in Olanda, Danimarca, Francia, Germania e Spagna senza che questo venga evidenziato in etichetta - denuncia il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo dall’interno del recinto dove ci sono i maiali -. Un danno per i consumatori e un danno per gli allevatori impegnati a rispettare rigidi disciplinari di produzione per realizzare carne di alta qualità che non ha nulla a che fare con quella importata». Secondo Moncalvo, «il problema è sapere quali e quanti prodotti entrano dalle frontiere e in quali stabilimenti vanno».

Agricoltori Coldiretti protestano a difesa del "Made in Italy"

Gli allevatori della Coldiretti mettono sotto accusa anche gli squilibri nella distribuzione del valore dalla stalla alla tavola: all’allevatore i maiali allevati sono pagati circa 1,4 euro al chilo il consumatore invece deve spenderne oltre 23 per un prosciutto dop. Il 27% dei 170 tir, camion e container fermati e controllati ieri al presidio di agricoltori e allevatori al valico del Brennero trasportava prodotti alimentari stranieri destinati ad essere venduti come Made in Italy. E’ quanto emerge dalla mobilitazione della Coldiretti.

“Abbiamo verificato personalmente (GUARDA IL VIDEO) quanto sia grave il problema della mancanza di trasparenza sull’origine degli alimenti che ogni giorno portiamo in tavola e che fanno concorrenza sleale alle nostre produzioni”, ha affermato il presidente della Coldiretti nell’apprezzare il sostegno delle istituzioni alla battaglia dell'associazione per avere al più presto l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza di prodotti agroalimentari. E' sconvolgente trovare spaghetti cinesi in un camion ceco diretto a Firenze, tipico esempio di triangolazione Cina-Paese dell’Est europeo-Italia, ma è impressionante - sottolinea la Coldiretti - constatare la quantità di latte proveniente da Germania e Polonia e destinato a aziende private e a cooperative italiane per diventare latte a lunga conservazione e formaggi “italiani”. Mozzarelle provenienti dalla Germania e destinate alla Sicilia, latte proveniente dalla Polonia e destinato alla Lombardia, cagliate industriali per fare il formaggio provenienti dal Belgio e destinate a Verona, prosciutti provenienti dalla Germania e destinati a Modena. Sono solo alcuni degli “inganni” smascherati al valico del Brennero dalle migliaia di agricoltori della Coldiretti”. 

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