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Martedì, 25 Gennaio 2022
Malasanità / Roma

Operata a Roma per "paura" della sanità siciliana: muore dopo intervento

I familiari di una donna deceduta al Regina Elena hanno chiesto i danni all'ospedale capitolino. La denuncia: "Per tutta la notte ha chiesto l'intervento dei medici ma il primo controllo lo hanno fatto solo alle 12 del giorno successivo".

E' partita da Palermo per farsi operare a Roma. Il motivo lo spiegano i familiari: "In Sicilia si sente parlare spesso di casi di malasanità. Pensavamo di essere più sicuri nella Capitale". E invece proprio a Roma Donatella Pellegrino, 57 anni, ha trovato la morte.

Lasciato il capoluogo siciliano alla volta della Capitale, la donna è stata ricoverata all'ospedale Regina Elena per un intervento chirurgico al surrene. "Conoscevamo la struttura - dice Ignazio Pellegrino, fratello della donna - ci fidavamo di quei medici. Mia sorella era andata a Roma per un problema alle corde vocali, ma durante i controlli è emersa una complicazione alla ghiandola surrenale".

Quindi l'opreazione: "I medici ci dissero che era necessario operare immediatamente''. Il fratello racconta che dopo l'intervento, lo scorso febbraio, la sorella "ha lamentato dei dolori".

Al che "abbiamo chiesto un intervento del personale medico ma per tutta la notte siamo rimasti ad aspettare invano. Il primo controllo è stato fatto intorno a mezzogiorno del giorno successivo, ed è stata accertata una emorragia alla milza".

Così "è stato deciso un secondo intervento di urgenza, con una tracheotomia, e da quel momento è iniziato un vero e proprio calvario: cinque mesi e mezzo di terapia intensiva, dialisi, trasfusioni, e l'ultimo mese trascorso presso un'altra struttura sanitaria di Roma. Ma è stato tutto inutile".

Donatella Pellegrino è morta il 4 agosto 2012, 173 giorni dopo l'intervento.

"Oggi provo dolore e rabbia - afferma il fratello - mia sorella da quella notte ha cominciato un percorso che l'ha portata a subire mille sofferenze. Sento parlare di molta gente alla quale viene asportata la milza e continua ad avere una vita quasi normale: magari se si fosse intervenuti subito, quella notte...".

L'avvocato Marco Favarò, legale della famiglia Pellegrino, aggiunge: "Abbiamo notificato la richiesta di risarcimento sulla base di una relazione del nostro medico legale: a nostro parere si configura una condotta negligente, imprudente ed imperita posta in essere dall'equipe medica nell'esecuzione dell'intervento, ma anche una carente assistenza prestata dai sanitari dell'istituto".

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