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Sabato, 21 Maggio 2022
Il caso / Roma

Giovane mamma morta di Covid, indagata la ginecologa: "Le ha detto di non vaccinarsi"

I familiari della 28enne scomparsa all'ospedale Umberto I di Roma denunciano: "Non era 'no vax'. Ha fatto quello che le è stato suggerito". Al vaglio degli inquirenti le ultime giornate della vittima, le tappe in diversi nosocomi e la cartella clinica

Proseguono le indagini sul caso di Adriana Tanoni, la 28enne non vaccinata morta il 20 gennaio scorso per Covid al policlinico Umberto I di Roma dopo aver dato alla luce un bambino prematuro. Adesso la ginecologa che seguiva la ragazza, mamma anche di una bimba di due anni, è indagata poiché avrebbe consigliato alla giovane di non vaccinarsi per via di “rischi legati alla gravidanza”. Le indagini si concentrano sull'assistenza fornita alla 28enne dalla specialista, ma gli inquirenti vogliono ricostruire le ultime giornate di vita. La ragazza era stata anche in altri ospedali prima che le sue condizioni di aggravassero rendendo necessario il ricovero. I pm procedono per omicidio colposo a carico di ignoti.

Le date chiave

Le date chiave della vicenda secondo la ricostruzione dei familiari della 28enne. Il 27 dicembre i primi sintomi Covid. La ragazza, la figlia e il compagno fanno il test e risultano positivi. Il 3 gennaio la donna - che ha la febbre - arriva al Gemelli e poi all’Umberto I. Non si ferma in nessuno dei due ospedali perché scoraggiata dai tempi di attesa lunghi. Il giorno dopo chiama un’ambulanza che la trasporta al Noc di Ariccia. Qui, secondo i genitori, le viene negato il ricovero e, come a Roma, le è imposto di attendere all’esterno della struttura.Torna a casa. Il 5 gennaio chiama il 118. I paramedici la raggiungono nella sua abitazione e alle 10 del mattino – secondo i familiari – la visitano in giardino, nonostante la febbre e la tosse. 

Solo il 7 gennaio il ricovero all’Umberto I. Al monitoraggio fetale di ingresso, non risultano problemi da correlare allo stato di gravidanza, ma emerge un'importante polmonite bilaterale Covid confermata da test molecolare. Viene ricoverata in area Covid con casco Cpap (terapia ventilatoria) al 100% di ossigeno. La donna è trasferita nell'area sub-intensiva a gestione rianimatoria. Dal monitoraggio del feto non risultano invece condizioni patologiche fetali. Il 13 gennaio la situazione cambia e viene eseguito il parto cesareo d'urgenza. Il neonato sta bene ma la mamma muore nella notte tra il 20 e il 21 gennaio.

La madre: "Non era no vax"

Adesso gli inquirenti scandagliano tutto il percoso della giovane. Nella denuncia depositata dall’avvocato Sebastiano Russo e dai genitori della giovane c'è l'elenco di date e strutture alle quali la 28enne si è rivolta. La ginecologa, secondo i genitori, l’avrebbe convinta a non vaccinarsi affermando che la puntura avrebbe potuto causare delle complicazioni a lei e al feto. “Mia figlia non era 'no vax' – dice al Corriere della Sera la mamma -. Non si è vaccinata su suggerimento della ginecologa. Anch’io non mi sono vaccinata. Ma perché ho perso il lavoro, e stando a casa sola, ho creduto di non rischiare. Vaccinarsi è importante, salva la vita”.

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