Lunedì, 21 Giugno 2021
PADOVA

Costringeva le figlie a guardarla fare sesso: porno mamma a processo

Rinviata a giudizio una 47enne del Piovese (Padova). Costringeva le figlie di 7 e 11 anni ad assistere ai suoi giochi sessuali in chat e perfino tra le mure di casa

PADOVA - E' durata due anni l'odissea di due bimbe di 7 e 11 anni costrette, loro malgrado, ad assistere ai giochi osé della loro mamma. La donna, una 47enne del Piovese, è stata ora rinviata a giudizio con l'accusa di corruzione di minore e maltrattamenti in famiglia.

Le sue due bambine, oggi di 13 e 17 anni, tra il 2009 e il 2011 sarebbero state costrette ad assistere alla "depravazione" sessuale della loro mamma. Un'ossessione, la sua, per il mondo erotico, resa ancora più "maniacale" dal desiderio di renderne partecipi anche le figlie. 

CHAT, SESSO E FOTO HARD - Le piccole avrebbero assistito alle chat che la donna intratteneva con svariati uomini. In quelle conversazioni via webcam succedeva di tutto: scambio di foto in pose hard o senza veli, talvolta scattate alla mamma dalle sue stesse figlie; masturbazioni sia della donna che dei suoi amanti virtuali; scambio di numeri di telefono, persino delle figlie, obbligate a rispondere agli uomini della donna e ad ascoltare parole che un bimbo non dovrebbe mai sentire.

AMANTI IN CASA - Spesso e volentieri quei rapporti smettevano di essere solo virtuali: la donna si sarebbe portata a casa diversi uomini, urlando e gemendo perché le figlie udissero cosa stesse accadendo in camera da letto. In un'occasione la più piccola sarebbe anche stata costretta a dormire in corridoio perché la madre potesse occupare la sua cameretta e dar sfogo ai suoi impulsi. Un uomo avrebbe anche dormito con le bambine, nella loro stanza, senza per fortuna toccarle.

ABBANDONATE A LORO STESSE - Le bimbe, che ora non vivono più con la madre, sarebbero state completamente abbandonate a loro stesse. Una volta la loro mamma le avrebbe lasciate in macchina per ore per consumare un rapporto sessuale con uno dei suoi amanti. Ma ancora peggio andò un estate, quando per mesi la donna sparì, lasciandole sole. Poi, finalmente, la ragazzine avrebbero trovato il coraggio di raccontare e liberarsi da quell'incubo. (Da PadovaOggi)

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