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Venerdì, 21 Gennaio 2022
La sentenza / Foggia

Sola e con una bimba di 2 anni occupa un appartamento: perché l'hanno assolta

Il caso finito in tribunale. Il pm aveva chiesto una condanna a otto mesi di reclusione

Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a otto mesi di reclusione, ma è stata assolta. Protagonista della vicenda è una donna sola e con una bambina di 2 anni che, al culmine della disperazione, aveva occupato un appartamento di Arca Capitanata, agenzia regionale che gestisce migliaia di immobili nel foggiano. Il caso è finito dinanzi al giudice del tribunale di Foggia che, con sentenza dello scorso 26 novembre, ha assolto la donna, all'esito del procedimento penale incardinato a suo carico. In particolare, la gip del tribunale dauno, Marialuisa Bencivenga, facendo proprio l'orientamento della Suprema Corte, ha assolto la donna per la "particolare tenuità del fatto", ai sensi del 131 bis del codice penale.

Il fatto risale al febbraio dello scorso anno, quando la giovane donna aveva provato a dare un tetto a sé e alla piccola in una fredda giornata dello scorso inverno. Per l'avvocato Christian Padalino, difensore di fiducia della signora, è stato necessario richiamare una recente pronuncia della seconda sezione penale della Corte di Cassazione per invocare e ottenere l'assoluzione dell'assistita, alla luce del suo passato senza precedenti penali, del suo grave stato di bisogno e dell'assenza di danni all'immobile pubblico occupato.

La sentenza di assoluzione arriva in un periodo di forte tensione abitativa in città e non solo. Altri casi eclatanti di occupazioni in altre città italiane, stavolta ritenute abusive, si sono verificati nei giorni scorsi. Casi che rinfocolano il dibattito sul tema. Una proposta di legge che chiede di modificare la normativa sui furti, introducendo una sorta di reato di "furto di casa", è stata depositata alla Camera dal deputato leghista Luca Rodolfo Paolini. Nello specifico, la proposta di legge prevede di inserire nel codice penale l'articolo 624 ter, per cui "chiunque si impossessa, occupa, detiene senza titolo legittimo un bene immobile destinato a domicilio privato, mediante violenza sulle cose, artifizi o raggiri, o comunque impedisce il rientro nel medesimo del proprietario o di chi abbia un titolo legale per occuparlo, è punito con la reclusione da 2 a 6 anni".

Si andrebbe anche a modificare il codice di procedura penale all'articolo 381, dando così la possibilità di arrestare "chiunque è colto in flagranza di […] sottrazione o impossessamento o permanenza in immobile destinato a domicilio privato prevista dall'articolo 624 ter del codice penale".

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