Mercoledì, 28 Luglio 2021
CRONACA

Bimbo scomparso, la mamma confessa: "L'ho annegato, era malato"

Il piccolo, figlio di una coppia di russi, aveva solo nove mesi. Era scomparso da un hotel a Bordighera nella notte tra mercoledì e giovedì. La mamma è indagata per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà. Ora si cerca il suo corpicino in mare

IMPERIA - E' crollata dopo un lungo interrogatorio, confessando. "Sono stata io, l’ho portato al largo, a nuoto, a Bussana. Poi l’ho annegato". 

Sono riprese le ricerche del corpo del piccolo Semyon, il bimbo russo di nove mesi scomparso nella notte tra mercoledì e giovedì a Bussana, località a pochi chilometri da Bordighera (Imperia). Gli inquirenti hanno subito allertato anche le autorità francesi, visto che il tratto di costa è vicino al confine e le correnti marine, in quel punto, sono molto forti. Per la sua scomparsa è indagata la madre Natalia Sotnikova, 40 anni, moscovita, accusata di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà al termine di un lungo interrogatorio ieri sera in Procura ad Imperia.

LA RICOSTRUZIONE - Le indagini, affidate ai carabinieri del reparto operativo e del nucleo investigativo di Imperia, si svolgono tra Bussana e Bordighera, dove la donna con suo figlio e un accompagnatore si trovavano per una vacanza di una settimana in un hotel di lusso. Natalia è uscita dal Grand hotel del mare di Bordighera con Semyon, il suo bambino tra le braccia alle due del mattino, è salita sulla lussuosa Bmw blu notte noleggiata a Ginevra, ha percorso una ventina di chilometri ed è arrivata sulla scogliera di Bussana. Poi ha abbandonato  sulla scogliera il piccolo, figlio del suo primo marito, e se ne è andata tornando con le braccia vuote in quell'hotel dove aveva trascorso una settimana di vacanza, alle quattro del mattino. L'uomo che l'accompagnava e che dormiva in una delle due stanze da letto della suite le ha chiesto dove avesse lasciato il bambino e, non ricevendo risposte coerenti, ha chiamato i carabinieri.

Natalia Sotnikova ha concluso così la sua lunga giornata in prigione a Imperia, sottoposta a fermo per omicidio aggravato dalla crudeltà al termine di un interrogatorio durato molte ore. Che l'abbia lasciato sulla scogliera o che l'abbia gettato in mare, dove per tutto il giorno i sommozzatori dei carabinieri e gli elicotteri e i mezzi Sar della Capitaneria di porto l'hanno cercato, ancora non è dato sapere. Natalia parla, si contraddice, piange, dice di averlo ucciso perché temeva avesse una malattia grave. Ma ai carabinieri ha indicato con sicurezza il punto dove ha abbandonato il piccolo e da lì sono partite le ricerche.

Dopo molte ore di interrogatorio, assistita da un avvocato d'ufficio, Natalia Sotnikova è stata formalmente accusata di omicidio aggravato dalla crudeltà e sottoposta a fermo. Dalle stanze della procura è stata trasferita in auto fino alla sezione femminile del carcere d'Imperia.
 

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