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Sabato, 27 Novembre 2021
Cronaca

Dopo Susa i Notav in arrivo a Roma: "L'assedio continua"

Il 20 novembre la manifestazione Notav della capitale. In arrivo attivisti da tutta l'Italia per ribadire il no alle grandi opere inutili

Una marcia lunga e pacifica ha percorso le strade di Susa il 16 novembre. Migliaia di persone, con numeri divergenti secondo le diverse fonti: 7 mila secondo la questura, più di 50 mila, secondo i manifestanti. Sono state bloccate le statali della zona, la 25 e la 24 e poi la sfilata è continuata. Così il movimento Notav porta avanti la propria mobilitazione ma anche quel percorso politico che si è iniziato a costruire il 19 ottobre con sindacati di base, movimenti sociali e per il diritto alla casa, tutti presenti in Valle sabato.

Lo avevano annunciato in occasione dell'assemblea del 9 novembre alla Sapienza: "La nostra è una lotta contro la prepotenza delle grandi opere in tutta l'Italia. Non abbiamo più speranza di ricevere giustizia dall'alto perché qui stanno distruggendo la nostra vita, la Valle e il suo ecosistema. La nostra è una difesa dei diritti umani e di quelli della natura e continueremo a portarla avanti con constanza. Non moriremo di Tav" ha affermato Nicoletta Dosio, storica attivista del movimento.

La tappa del 20 novembre continuerà a seguire questo percorso ma in più si svolgerà in un momento significativo: lo stesso giorno nella capitale François Hollande e Enrico Letta si incontreranno per un vertice Italia-Francia in cui si discuterà del treno ad Alta Velocità Torino-Lione. "La Corte dei Conti francese non ha approvato il progetto. Il governo Hollande ha rimandato i primi espropri tra 15 anni e quindi anche i lavori. Solo l'Italia spinge per la procedura d'urgenza ma se i tempi sono così dilatati non c'è alcun senso" continua Nicoletta Dosio. Non è la prima volta che i movimenti si fanno trovare fuori dal vertice che riguarda il treno ad alta velocità: l'anno scorso lo stesso vertice si era tenuto a Lione e qui si erano incontrati i Valsusini e  'colleghi' francesi, presenti a Susa sabato.

Fuori dal vertice il movimento darà vita a una mobilitazione che continuerà a riunire le stesse forze del 19 ottobre: sindacati di base, movimenti per la casa, comitati per la difesa dei territori. "Saremo a Roma per assediare quella minima parte del Paese che con le sue firme sta indebitando milioni di italiani" annuncia il movimento dai megafoni della manifestazione di Susa del 16 novembre e questo perché l'assedio del 19 "era solo l’inizio di un percorso contro il governo delle larghe intese".

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