Martedì, 19 Ottobre 2021
LAVORO

"Basta call center in Albania": i lavoratori scendono in piazza

Sarà il 4 giugno a Roma la mobilitazione organizzata dai lavoratori contro le delocalizzazioni dei servizi all'estero. Un giorno per far conoscere i problemi di questo mestiere e i rischi dei clienti, in particolare la tutela della privacy

Sempre più operatori hanno iniziato a spostare i servizi di call center fuori dai confini nazionali: Albania, Romania, Tunisia. Adesso sono circa 80mila i lavoratori di questo settore, sparsi per tutto il territorio nazionale, che non hanno certezze. Tagli ai salari, casse integrazioni e anche licenziamenti. Ma i lavoratori dei call center hanno deciso di dire basta: per questo scenderanno in piazza il 4 giugno a Roma per una manifestazione nazionale che li vedrà tutti insieme.

No Delocalizzazioni Day: così è stata chiamata la giornata di mobilitazione, organizzata nello stesso giorno in cui imprese e sindacati del settore hanno ottenuto un tavolo con il ministero dello Sviluppo.

La maggior parte di queste imprese si trova al sud: Taranto, Reggio Calabria, Catania. Aziende e sindacati chiedono di intervenire per evitare i ribassi e avere degli incentivi pubblici, in modo da non costringere alle delocalizzazioni. Delocalizzare significa anche abbassare la qualità del servizio: lo fa notare la Slc Cgil, sigla del settore. Senza contare che in questi casi c'è anche il rischi privacy: il sindacato ricorda che c'è una normativa dell'Unione europea che impone ai call center di affidare i servizi solo a paesi dell'Ue in modo che i dati dei clienti non viaggino troppo al di fuori dei suoi confini.

Sono tutte le sigle confederali del settore a scendere in piazza il 4 giugno, un vero e proprio sciopero congiunto. Per questo sono a lavoro per promuovere la mobilitazione anche attraverso i social network, su cui è stato diffuso un video che cerca di spiegare con ironia che cosa sta succedendo nel mondo dei call center.

GUARDA IL VIDEO SULLE RAGIONI DELLA MOBILITAZIONE

Intanto in alcune città sono cominciate le prime azioni in vista del corteo nazionale: a Catania i lavoratori hanno dato vita a un flash mob per far squillare all'unisono tutti i loro cellulari. Spiega il segretario SLC CGIL Davide Foti

Ci sono stati già diversi incontri presso il Ministero dello Sviluppo Economico che ha convocato le maggiori aziende del settore. Se da un lato le gare d'appalto sono orientate verso cifre sempre più basse, dall'altro cresce il pericolo di trasferire all'estero le risorse presenti sul nostro territorio perchè in Italia il costo del lavoro è maggiore rispetto ad altri paesi come l'Albania

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