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Venerdì, 1 Marzo 2024
CRONACA

Arrivano i Forconi, la capitale si prepara

Mercoledì 18 dicembre la manifestazione unitaria a Roma e il prefetto firma un'ordinanza per limitare i disagi. Il leader del movimento: "Nessuna spaccatura, siamo uniti"

Dopo intensi giorni di protesta i Forconi avevano già palesato l'intenzione di dare vita a una manifestazione unitaria, questa volta nella capitale. Così Roma si prepara ad accogliere la mobilitazione con un'ordinanza firmata dal prefetto Giuseppe Pecoraro: vietata la circolazione dal 16 a tutto il 20 dicembre degli automezzi adibiti al trasporto di merci che non siano destinati alla distribuzione nella Capitale o nella Provincia, lungo tutte le strade di accesso.

L'obiettivo è di evitare di concentrare tutti i mezzi pesanti che in questi giorni hanno bloccato le strade del Paese a ridosso della capitale: "Sono stati vietati anche gli assembramenti non autorizzati di automezzi in prossimità dei caselli autostradali in entrata nella Capitale lungo la predetta viabilità" spiega la nota della prefettura il cui obiettivo è quello di non creare "impedimenti alla circolazione stradale e comprometterne la sicurezza" ma anche di evitare una possibile "interruzione di un servizio pubblico essenziale qualora venga impedito il regolare transito di quegli automezzi destinati all'approvvigionamento dei beni di prima necessità e dei prodotti energetici indispensabili alla tutela dei beni".

In effetti già solo a Roma un gruppo di manifestanti aveva dato vita nei giorni scorsi a un presidio permanente nei pressi di piazzale Ostiense, creando grossi disagi alla mobilità. A questi si aggiungeranno i 'forconi' provenienti dagli altri presidi che hanno preso vita in occasione del 9 dicembre, giorno in cui la protesta è cominciata. Quest'affluenza preoccupa la prefettura: "Ogni manifestazione con afflusso di numerosi automezzi, provenienti da altre città, intenzionati a dirigersi verso la Capitale comporterebbe, come già accaduto in passato, gravissime ripercussioni sul traffico cittadino, lungo il raccordo anulare e le principali arterie provinciali".

Intanto Mariano Ferro, leader e fondatore del movimento in Sicilia ha spiegato cosa è successo nei giorni scorsi, quando sembrava che in quello che si era definito Coordinamento Nazionale 9 Dicembre ci fosse stata una spaccatura tra lui e un altro personaggio di spicco del movimento Danilo Calvani: "Solo una divergenza sulla trattativa con il governo: Calvani dice 'Tutti a casa senza trattare' e può essere una scelta, noi invece vogliamo mettere sul tavolo del governo la crisi e conoscere le risposte che il governo dà alla crisi. Spostarsi dalla Sicilia costa, spostarsi dalla Lombardia costa, spostare persone per portarle in una 'gabbia' che si chiama piazza del Popolo, nonostante sia bellissima, non serve a niente: se spostiamo le persone non credo sia utile chiuderle in un ovile come si fa con le pecore, e non credo che radunarle in piazza del Popolo sia una protesta esaltante".

Intanto mentre si avvicina il giorno della protesta romana anche il sindaco Ignazio Marino decide di dire la sua: "Il Comune di Roma non ha nessuna intenzione di accettare un'occupazione di suolo pubblico con tende in una piazza come piazza del Popolo e tanto meno in un periodo prima delle festività di Natale", ha aggiunto sottolineando che "ogni manifestazione che porti all'espressione di un dissenso o di principi che vogliono essere affermati sia legittima e debba essere favorita, ma un conto è l'espressione di principi di dissenso, un conto è l'occupazione del suolo o addirittura la violenza".

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