Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca Macerata

"Non chiamatela follia, è razzismo": mobilitazione dopo la sparatoria a Macerata

Sabato 10 febbraio in piazza. Per Luca Traini l'accusa è di strage con finalità di razzismo

Foto Ansa

Luca Traini, il 28enne che ha tentato di fare una strage di migranti a Macerata, è stato trasferito nel carcere anconetano di Montacuto, lo stesso dove è rinchiuso Innocent Oseghale, il nigeriano presunto assassino di Pamela Mastropietro. E intanto, dopo i fatti che hanno sconvolto la città e innescato una polemica politica, le sinistre marchigiane e i centri sociali lanciano una manifestazione nazionale a Macerata per il prossimo sabato 10 febbraio. 

Non si è trattato di un gesto di follia ma di un rigurgito fascista, è la loro convinzione.

"Trattare quanto successo a Macerata come l’ennesimo caso di cronaca in cui un folle si fa “giustizia” da solo è parte integrante del clima politico, sociale e culturale che stiamo vivendo da anni - si legge in un comunicato riportato da AnconaToday e firmato da centri sociali delle Marche e Ambasciata dei diritti Marche -  Chi ha sparato per le strade della città ha un profilo politico chiaro: candidato della Lega alle amministrative, tatuaggio che richiama a Terza Posizione in fronte, frequentazioni in vari ambienti di estrema destra, al momento dell’arresto ha fatto il saluto romano con il tricolore legato al collo. Si tratta chiaramente di un’azione di matrice fascista. Se la matrice è chiara anche le ragioni che portano a questi fatti lo sono: nel nostro paese è in atto un meccanismo che alimenta odio razziale a tutti i livelli, la politica ha enormi responsabilità, negarlo, ancora una volta, significa essere complici. E le responsabilità non sono da attribuire solamente a partiti come la Lega, Casa Pound o Forza Nuova che minimizzano o addirittura “rivendicano” e dimostrano solidarietà all’aggressore, ma anche a chi in questi anni ha legittimato queste organizzazioni in nome di una falsa democrazia, dando adito a chi strumentalizza una povera ragazza massacrata per giustificare un fascista che tenta una strage".

Scatta così la mobilitazione per sabato 10 febbraio, quando in tanti parteciperanno ad una manifestazione allargata contro ogni fascismo e razzismo. "Episodi come questi vanno combattuti nel quotidiano, in ogni ambito, non sono sufficienti purtroppo i dati e le statistiche che da soli basterebbero a dimostrare in maniera evidente come quello dell’immigrazione sia un dibattito completamente folle e drogato da un substrato razzista. La risposta a questi gravissimi fatti deve essere immediata ma non dovrà esaurirsi nella comprensibilissima onda emotiva iniziale, la lotta contro fascismo e razzismo è azione quotidiana, è ricostruzione costante delle condizioni che ne determinano l'inagibilità fisica, politica e culturale nelle nostre città e nelle nostre piazze".

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