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Martedì, 21 Maggio 2024
Proteste

"Le trivelle ci uccideranno: fermate lo Sblocca Italia"

Migliaia in piazza a Potenza per dire no allo Sblocca Italia e alle 'libere trivellazioni' previste dal decreto. In giunta regionale si deciderà che fare e intanto i comitati e le realtà territoriali cercano di salvare la Val D'Agri

Sono arrivati da tutta l'Italia perché di "trivelle" non ne vogliono: sono i #notriv e si sono dati appuntamento a Potenza, capoluogo della Basilicata, per chiedere alla giunta regionale di fermare lo Sblocca Italia sulle trivellazioni. Come? Facile, con la Costituzione: perché il decreto che è stato convertito in legge all'articolo 38 nella sua formulazione attuale, riporterebbe  le competenze in materia energetica allo Stato. 

Con il decreto del governo le trivellazioni aumenterebbero. Se nell'assemblea della giunta si decidesse di impugnare la Carta costituzionale si farebbe un primo passo verso lo "stop" alle estrazioni, ma sembra che l'assemblea regionale del Pd (partito di maggioranza) voglia prima tentare di modificare l'articolo. Invece studenti, sindaci e comitati di cittadini in piazza a Potenza, in occasione del dibattito in consiglio regionale sullo Sblocca Italia, vogliono fermare le trivelle sul proprio territorio.

Potenza: migliaia in piazza contro le trivelle | Foto da Twitter

Già negli anni scorsi si era parlato di "oro nero lucano": da 15 anni in Basilicata si producono 100mila barili al giorno e sono 30 i pozzi attivi concentrati nella zona della Val d'Agri, che ospita il giacimento di idrocarburi su terraferma di tutta Europa e il parco nazionale dell'appennino lucano. Nel 2011 il consiglio regionale aveva raddoppiato le trivellazioni e in quel caso comitati e realtà territoriali non erano state consultate. La paura di chi vive queste zone è per l'ambiente e per la costruzione di nuovi inceneritori. 

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