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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Proteste

Manifestazione Roma 12 aprile: movimenti in piazza, il problema è a sinistra

Oggi a Roma il corteo dei movimenti sociali contro austerità, grandi opere e per chiedere più diritti, casa e reddito. In settimana diversi blitz alle sedi del Pd, il nuovo obiettivo delle proteste

Mercoledì 8 aprile i movimenti hanno occupato la sede del Pd romano in Via delle Vergini contro gli sgomberi che alcune occupazioni della Capitale avevano subìto. Scattata immediatamente la polemica: alcuni esponenti di Sel parlano di aggressioni non solo a cose ma anche a persone, i movimenti negano e intanto i militanti del Pd definiscono l'azione 'un attacco squadrista e violento'.
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Qualche giorno dopo ancora: venerdì 11 aprile la Capitale si sveglia con diverse sedi del Pd oggetto di blitz nella notte. Da Talenti a Cinecittà, passando per Garbatella, Alessandrino, Centocelle, Montesacro e Pietralata, serrande imbrattate e scritte indirizzate al partito e al suo capogruppo capitolino, Francesco D'Ausilio. "Non si tratta quindi di episodi sporadici ma di un vero e proprio raid nei confronti dei nostri circoli" dice Enzo Foschi, coordinatore del pd di Roma.

Qualcosa di simile succede anche in una delle roccaforti del Partito Democratico, la 'rossa Emilia': giovani con accappatoi e stendini entrano nella sede del partito di Parma e protestano contro l'articolo 5 del Piano Casa di Renzi, che prevede il taglio delle utenze e la negazione della residenza per gli inquilini delle case occupate. "Se lo fanno veniamo qui nella sede del Pd a farci la doccia, a farci la barba e ad usare l'acqua e la luce che ci vengono negate" dichiara un manifestante.
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Non è la prima volta che i movimenti sociali si scagliano contro il Partito Democratico: già il 20 novembre scorso, durante un corteo nazionale Notav, alcuni attivisti hanno imbrattano con lo spray l'insegna all'entrata della sede del partito in Via de' Giubbonari, in pieno centro a Roma. Il giorno dopo sui giornali alcuni esponenti e militanti del Pd avevano definito l'episodio 'un'aggressione fascista'. Al governo c'era Enrico Letta e qualche giorno dopo sarebbe stata approvata la legge di Stabilità.

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ARTICOLO 5 DEL PIANO CASA: GOCCIA CHE FA TRABOCCARE IL VASO - Poi è arrivato Renzi e con lui la 'banda dei rottamatori', l'aria del cambiamento e diversi 'provvedimenti work in progress' su casa e reddito, argomenti su cui le forze di piazza hanno particolare sensibilità.

Il giorno della discussione in aula di Piano casa e Job Act i movimenti si fanno trovare puntuali in piazza Montecitorio. "I finanziamenti previsti per il cosiddetto 'Piano casa' serviranno ai costruttori e alle banche, per sfornare nuovi alloggi destinati alla vendita o ad un affitto medio-alto. Quello che ci attende nei prossimi mesi sarà lavoro sempre più precario con il Jobs act e nessuna forma di reddito garantito all’orizzonte" denunciano gli attivisti, che rimangono in presidio tutta la giornata.

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Durante la protesta il dito viene puntato contro l'articolo 5 del Piano casa, lo stesso che ha scatenato il blitz di Parma: "Dietro a questo c'è un disegno preciso del terzo governo tecnico Napolitano: un attacco programmato a chi dà voce al dissenso e a chi trova soluzioni alla crisi organizzandosi" dicono dalla piazza. Pochi giorni prima diverse misure cautelari (tra cui arresti domiciliari e fogli di via) avevano colpito alcuni attivisti di Napoli, Roma e Bologna.

In quei giorni dalla città del premier, c'era chi definiva l'articolo e in generale il Piano Casa "un provvedimento vigliacco in perfetto stile renziano": "A Firenze ci sono 17 stabili occupati e circa mille e 500 persone vivono nelle occupazioni. Hanno già anche provato a tagliare gli allacci. Il governo e il neo premier, nonché nostro vecchio sindaco, si sono resi conto che il fenomeno dell'occupazione degli alloggi e delle case sfitte non è più marginale e così corre ai ripari" dice Lorenzo Bargellini, del movimento per la casa fiorentino.

UNA PRIMAVERA ROVENTE CONTRO RENZI - Sin dai primi passi del governo Renzi, alcune realtà di movimento con un'analisi dei nuovi personaggi politici, sembravano prevedere quello che sarebbe successo: la piazza sarebbe stata contro il Partito Democratico, in particolare nella sua nuova versione rottamata, con personaggi del mondo cooperativo, di quello cattolico e di quello della nuova industria.
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Anche se in piazza c'è chi si oppone alle Tav e all'Expo, chi lotta per il diritto alla casa, chi per il reddito e i diritti dei lavoratori la sinistra antagonista ha un nemico comune, il Partito Democratico.

E dopo Piano casa e Job act, Renzi e la foga di riforme non si sono fermati: palazzo Madama ha recentemente approvato con 173 sì, 50 no e 4 astenuti la ratifica dell'accordo tra l'Italia e la Francia per la realizzazione della Tav Torino-Lione. La Camera aveva già dato il proprio assenso e ora l'Alta velocità è legge. Un altro provvedimento che la piazza non digerirà. Insomma caldo l'autunno, rovente la primavera.

La prima tappa della 'nuova stagione' è sabato 12 aprile giorno in cui i movimenti sociali da tutt'Italia torneranno nella Capitale, per una protesta che ancora chiede casa, diritti e reddito. Alcuni attivisti sono già lì da mercoledì 9 aprile e hanno rimontato la tendopoli, proprio come dopo la manifestazione del 19 ottobre. Ma tutta la settimana prima è stata ricca di azioni e blitz per rilanciare l'appuntamento di sabato e dare (volontariamente o meno) un forte segnale politico.

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