Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

Viareggio, in migliaia in corteo a 8 anni dalla strage: "Verità e giustizia per i morti"

La città si stringe ai familiari della vittime a 8 anni dal 29 giugno 2009 e a sei mesi dalle condanne di primo grado: "7 anni sono pochi per chi ha ucciso i nostri figli"

Foto Emiliano Benedetti - FirenzeToday

Migliaia di persone hanno sfilato ieri sera per le strade di Viareggio, a 8 anni esatti dalla strage del 29 giugno 2009, che costò la vita a 32 persone: donne, uomini e bambini. Sei mesi fa, dopo oltre 7 anni, è arrivata la sentenza di primo grado che ha visto condannato a 7 anni, tra gli altri, l'ex amministratore di Trenitalia Mauro Moretti.

Il corteo è partito da via Ponchielli, dove avvenne l'esplosione della cisterna del gpl, per poi attraversare tutta la città e concludersi in largo del Rinascimento, con gli interventi del sindaco Giorgio Del Ghingaro e dei parenti delle vittime. Un corteo silenzioso e pieno di dignità, la stessa che hanno avuto i familiari nei lunghi anni di lotta prima della sentenza di, nel gennaio scorso, del tribunale di Lucca.

“Una sentenza importante perché in un Paese di stragi impunite sono arrivate delle condanne”, dice il sindaco. Che certificano come il deragliamento del treno che ha portato all'esplosione non sia stato dovuto alla fatalità, ma in conseguenza, sottolineano i familiari “di falle nei controlli e nella sicurezza”. Investimenti in sicurezza invocati a gran voce, “perché ancora circolano treni pericolosi, ma i bilanci non si possono ripianare con tagli che ammazzano donne, uomini e bambini”.

“Uno straccio di verità e giustizia lo abbiamo avuto, ma 7 anni sono pochi per chi ha ucciso i nostri figli”, dice Daniela Rombi, madre di Emanuela, che morì a 21 anni dopo 40 giorni di atroci sofferenze. In prima fila, ad aprire la manifestazione, c'è lo striscione con i volti delle vittime. Marco Piagentini è il presidente de 'Il Mondo che Vorrei', l'associazione dei familiari. Nella strage ha perso due figli di 2 e 4 anni, e porta addosso, su tutto il corpo, i segni di quel giorno. Al ministro dei trasporti Graziano Del Rio, che ha declinato l'invito a partecipare alla serata, chiede un incontro. “Ci illustri a che punto è la sicurezza dei treni in Italia oggi, altrimenti andremo noi da lui a Roma”. Più volte dal palco viene ringraziato Riccardo Antonini, il ferroviere licenziato perché divenuto consulente di uno dei parenti delle vittime. Poi viene proiettato il video mostrato anche in tribunale, drammatico ed emozionante, di quella terribile notte. Il palco è a pochi metri dai binari: ogni treno che passa fischia a lungo in segno di vicinanza, è stato così per tutto il giorno. Alle 23:48, l'ora dell'esplosione, vengono letti i nomi delle 32 vittime.

Mauro Moretti, che in un'occasione parlò di Viareggio come di uno “spiacevole incidente”, dopo la strage divenne il numero uno di Leonardo Finmeccanica, incarico che ha appena lasciato con una buonuscita da oltre 9 milioni di euro. “Il presidente della Repubblica Napolitano lo nominò pure cavaliere del lavoro”, ricorda uno dei parenti dal palco. Di fronte al palco 32 sedie bianche vuote, sopra ad ognuna una maglietta con il volto di una vittima. Morti che aspettano ancora una giustizia piena, attraverso processi però lunghi, che mettono a rischio prescrizione reati come quelli di incendio colposo e lesioni colpose. Mancano ancora l'appello e la Cassazione, per dare giustizia a chi è morto, bruciato vivo, in quel terribile 29 giugno. “Noi, ad ogni modo - conclude Piagentini – abbiamo perso comunque”.

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