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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Proteste

Manifestazione studenti 15 novembre: "La manovra ci condanna alla precarietà"

In settanta città scenderanno in piazza gli studenti per il diritto allo studio e al lavoro. No all'austerità e blocco delle grandi opere inutili per rifinanziare il welfare

“Non c’è più tempo”. Questo il messaggio che gli studenti di tutt'Italia hanno deciso di mandare al governo. Scenderanno in piazza il 15 novembre per manifestare contro la legge di stabilità e per la difesa dei territori. “Avevate promesso politiche per il futuro dei giovani, investimenti in scuole e università, nuovi posti di lavoro e l’uscita dalla Crisi. Tutte menzogne" scrivono gli studenti in un comunicato. Settanta le città in tutto il nostro Paese, da Nord a Sud pronte per la mobilitazione promossa dall'Unione degli studenti e dalla Rete degli studenti medi.

"Per rispettare i vincoli di bilancio imposti dall’Unione Europea, state svendendo la nostra salute, il nostro patrimonio pubblico, le nostre borse di studio, il nostro welfare. State rendendo invivibili le città e impossibili le vite di migliaia di pendolari, precari, fuorisede. La nostra generazione non è muta, è la politica che è sorda” queste le ragioni della protesta che andrà avanti anche il giorno dopo, il 16 novembre, con una manifestazione nazionale a Napoli, contro l'inquinamento ambientale e in difesa della Val Di Susa.

Una delle proposte che gli studenti fanno al governo è quella di rivedere le priorità dell'agenda politica, mettendo al primo posto istruzione, lavoro, casa e welfare: la soluzione per evitare ulteriori tagli starebbe nel fermare le Grandi Opere Inutili e reindirizzare i finanziamenti in questi campi.

"Vogliamo una legge nazionale sul diritto allo studio che garantisca a tutti la possibilità di frequentare la scuola", spiega invece Daniele Lanni, portavoce nazionale della Rete degli studenti medi. Il 9 settembre il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto-scuola, dal titolo "l'istruzione riparte". Da quel giorno è in Parlamento per la conversione in legge. "E' assolutamente insufficiente - continua Lanni - i 15 milioni previsti 'per garantire ai capaci e meritevoli ma privi di mezzi il raggiungimento dei più alti livelli di istruzione' (come si legge nella nota di Palazzo Chigi) andranno soltanto a coprire le spese di trasporto degli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado e non verranno più assegnate in base al merito".

Nelle varie città gli studenti si stanno organizzando per delle iniziative di lancio della mobilitazione nazionale: nella settimana precedente diverse saranno le assemblee e i blitz: "Non ci siamo arresi all’austerità e vogliamo che si inneschino meccanismi di partecipazione espansivi e capaci di rimettere al centro i nostri bisogni, le nostre aspirazioni e i nostri diritti”.

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