Lunedì, 17 Maggio 2021
La protesta diventa manifestazione

L'ombra dell'usura sulle famiglie senza lavoro per Covid, dalla piazza arriva l'urlo di giostrai e circensi

E' drammatico il quadro descritto dall'associazione di categoria Asnev che, tramite il presidente Uga, lancia l'allarme e trasforma la protesta in una manifestazione. Per colpa del Covid, il comparto di operatori dei luna park e circhi ha perso 250 milioni

Foto di repertorio - FOTO ANSA

Quando c'è stato il lockdown del 2020, si sono fermati. Quando la scorsa estate, l'Italia ha provato a ripartire con un filo di gas, anche loro si sono organizzati, ma dove si poteva agire legalmente arrivavano le ordinanze dei sindaci che impedivano loro di lavorare. Non hanno mai detto una parola e hanno sempre tenuto il motore acceso in attesa di ripartire. Ma la benzina è finita e domani si scende in piazza in tutta Italia. Così giostrai e artisti circensi saranno nelle principali piazze per far sentire la loro voce perché, come ha spiegato Ferdinando Uga, presidente dell'Associazione nazionale esercenti spettacoli viaggianti (Anesv), "ci sono famiglie che non ce la fanno più e per lavorare si rischia di scivolare nell'usura".

Luna park e circo in piazza, tutte le città

Con la sua associazione che rappresenta oltre 5mila famiglie (almeno 40mila persone), Uga chiede aiuto alla politica e alle istituzioni. Chiede che le attività ludiche di piazza ripartano subito perché se no sarà troppo tardi. "Il Governo ci deve dare una data precisa e un progetto per la riapertura. Le riserve economiche sono finite, gli aiuti stanziati dalle istituzioni sono stati insufficienti, dobbiamo tornare a far sorridere e a portare spensieratezza al nostro pubblico, ai giovani, alle famiglie e ai più piccoli". Eppure riaprire oggi, nel picco nella terza ondata e con un'Italia a tinte porpora dappertutto, sembra impensabile. "E allora ci devono dare una mano, non le briciole, perché in Italia ci sono famiglie che si sono mangiate tutti risparmi di una vita e sono pronti a fare le cose più disperate. Qualcuno è disposto anche ad indebitarsi per non lasciare l'attività ereditata dopo 4 o 5 generazioni".

E allora domani appuntamento in 12 regioni, dove gli operatori di luna park e circhi sono pronti a manifestare in modo più che pacifico, artistico. "Nel massimo rispetto delle normative anti-Covid, oltre 250 persone si rivolgeranno alla politica, ma anche al pubblico, alla gente a cui per anni hanno sempre regalato sorrisi e divertimento. "Proprio in un momento così buio, - continua Uga - rivendichiamo il ruolo dello spettacolo viaggiante, dell'arte antica dello spettacolo popolare, capace di raggiungere i paesini più sperduti d'Italia. Scenderemo in piazza con i nostri strumenti, con piccole giostrine di cavalli, con i clown, per dire a tutti che c'è bisogno di noi oggi più che mai".

Insomma, dopo una perdita totale di fatturato di circa 250 milioni, l'Anesv chiede aiuto anche perché loro, i nomadi del divertimento, in tutto questo hanno sempre continuato a pagare le tasse, quali Tosap, Tari e Cosap. Hanno preso i primi 600 euro di bonus per i lavoratori autonomi e poi mille euro. Poi più nulla. "Siamo gli unici a pagare come se tutto funzionasse normalmente".

Luna park e circo in piazza, tutte le città

Oggi quella richiesta di aiuto è già stata presentata al ministro Dario Franceschini e alla Conferenza delle Regioni. Intanto è tutto pronto per la manifestazione di domani mattina. Dove di preciso? A Milano (piazza Duomo), Torino (piazza Castello), Venezia (piazza Mercato, Marghera), Ferrara (piazza Trento e Trieste), Firenze (piazza Santa Croce), Perugia (piazza Italia), Roma (piazza del Popolo), Napoli (piazza del Plebiscito), Potenza (piazza Mario Pagano), Bari (Palazzo dell'Economia, ad. Piazza della Libertà) e Cagliari (piazza Giuseppe Garibaldi). "Circhi e luna park sono un'attività di cultura e spettacolo popolare che si svolge all'aperto e in piena sicurezza, possiamo tranquillamente lavorare nel rispetto delle linee guida nazionali e degli specifici protocolli approvati dall'autorità sanitaria" ha concluso Uga.

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